Venerdì, 19 Luglio 2024
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La storia delle scuole umbre nasconde aneddoti e innovazioni didattiche: docenti e storici alla riscoperta di un vasto patrimonio

Il progetto della Fondazione Sant'Anna sarà presentato venerdì 18 febbraio, in viale Roma 15, dai dirigenti scolastici Alberto Stella e Marcello Rinaldi

A Perugia e a Spoleto Giosuè Carducci ha svolto il ruolo di presidente di commissione agli esami di maturità?

Al liceo Mariotti di Perugia hanno studiato Walter Binni e insegnato Gaetano Chiavacci, Giuseppe Granata, Gianfranco Contini.

Maria Montessori ha scritto il suo libro più intenso in Umbria ed è stata più volte ospite della famiglia Franchi di Città di Castello e trasformato la scuola comunale Santa Croce in primo istituto a seguire le regole dell’educazione montessoriana.

Una scuola umbra nel 1944 è stata trasformata in carcere per gli ebrei.

Un Provveditore agli studi di Perugia è diventato poi Ministro dell’istruzione.

Una scuola perugina custodisce una delle due copie rimaste dell’ edizione originale del Dialogo sui due massimi sistemi di Galilei.

L’Umbria ha una storia e per progettare l’ Umbria del futuro bisogno conoscerne la storia. Questo vale anche per la scuola. Da qui è partita l’iniziativa di un piccolo gruppo di docenti e storici, che poi si è allargata fino a costituire una piccola comunità di ricerca che si dedica appunto alla ricostruzione della storia delle istituzioni educative in Umbria.

La comunità è coordinata da un gruppo di redazione composto da Marcello Rinaldi presidente della Fondazione Sant’Anna di Perugia ed ex dirigente scolastico, Alberto Stella, presidente di Proteofaresapere Umbria ed ex dirigente scolastico, Gilberto Santucci, giornalista. L’impostazione scientifica è garantita da un Comitato presieduto da Mario Tosti, ordinario di Storia contemporanea all’ Università di Perugia.

Il “battesimo” della comunità avverrà venerdì 18 febbraio con un seminario dell’intera giornata presso la Sala Sant’ Anna di Perugia a cui interverranno, tra gli altri, Marcello Rinaldi, Alberto Stella, Mario Tosti, Angelo Bianchi, Piergiorgio Sensi, Vittoria Fiorelli, Rosario Salvato, Gilberto Santucci, Dario Missaglia.

Nel corso del seminario si affronteranno, tra gli altri temi, lo stato di avanzamento degli studi di storia della scuola in Italia, la rilevanza pedagogica della storia della scuola, alcune esperienze didattiche significative in Umbria.

La ricerca che nasce con il seminario si tradurrà in una serie di libri dedicati alle istituzioni educative in Umbria o a grandi educatori umbri e in un bollettino annuale con monografie più snelle.

I docenti che parteciperanno al seminario - che prevede la possibilità di esonero dal servizio – riceveranno un attestato di partecipazione come attività di formazione in servizio.

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Professor Stella perché avete deciso di interessarvi della storia della scuola in Umbria ?

“L’idea nasce da Marcello Rinaldi e da me. Noi abbiamo dedicato la nostra vita alla scuola, che è stata per noi un lavoro e una passione. Ora che non abbiamo più un impegno quotidiano diretto vorremmo dare comunque un contributo. Proteo è una agenzia formativa e associazione di docenti diffusa in tutta Italia ed io ne sono presidente regionale, l’IIS Ciuffelli Einaudi, di cui Rinaldi era dirigente fino a qualche mese fa, è stata la scuola che in Umbria più ha riflettuto e documentato la sua storia, anche con il contributo di Gilberto Santucci che non a caso e con noi nel Comitato di redazione. La Fondazione Sant’Anna in cui da poco siamo presenti Rinaldi come presidente ed io come consigliere darà il suo contributo”.

Quali sono gli ambiti di ricerca?

“Posso indicare alcuni ambiti di ricerca. Ad esempio Rinaldi si occuperà della storia dell’istruzione agraria in Umbria, ma anche delle scuole tuderti nel passaggio allo Stato unitario; io per conto mio cercherò di ricostruire due figure di grandi educatori (Aldo Capitini, ma non la sua figura di pedagogista su cui si è scritto parecchio, quanto la sua esperienza di scuola, da studente a precettore privato, a segretario a docente universitario) e Maria Letizia Cassata, fondatrice del Quinquennio sperimentale di Gubbio), mentre Gilberto Santucci sta raccogliendo e scegliendo una documentazione fotografica a partire dalla fine dell’Ottocento”.

Operazione che svolgete da soli?

“Certamente no. I ricercatori sono al momento una cinquantina disseminati in tutta la regione e la comunità è aperta. I temi in cantiere sono, tra gli altri, ma è una scelta parziale: le leggi razziali nella scuola umbra, la formazione degli insegnanti in Umbria, il sindacalismo e l’ associazionismo scolastico, le scuole Faina, la Montesca, i Convitti e gli educandati, gli ordini religiosi nati dalla Controriforma e la loro presenza in Umbria (gesuiti, barnabiti, scolopi, ecc.), alcune realtà territoriali (Città di Castello, Todi, Montecastrilli, Fabro), alfabetizzazione e analfabetismo, analisi dei flussi delle iscrizioni dal 1860, ecc”.

Un progetto ambizioso.

“Un po’ sì, ma lo prendiamo con calma ed umiltà, senza pretesa di esaustività e senza fretta, come un lavoro comune tra amici che hanno un interesse comune. E un po’ anche come servizio alla scuole”.

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