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Torna sugli scaffali lo scrittore - ingegnere con una nuova commedia ambientata a Perugia

Santi Parlagreco, è assurto a notorietà per aver creato l’ispettore Mario Serafino, personaggio immerso fino alle ginocchia nella peruginità

Ancora sugli scaffali – e sugli scudi – lo scrittore Santi Parlagreco, ingegnere prestato alla letteratura. Parlagreco, che è anche editore (sua l’editrice Sarapar), è assurto a notorietà letteraria per aver creato l’ispettore Mario Serafino (alter ego dell’autore?), personaggio immerso fino al collo nella più pura peruginità.

I sette gialli d’investigazione nei quali il personaggio compare lo ritraggono in luoghi noti della Vetusta, a cominciare da quello che si potrebbe considerare il suo “ufficio”, ossia il Caffè Morlacchi, proprio nell’acropoli, nell’omonima piazza. Santi si è già cimentato nel teatro con la commedia in due atti dal titolo “Inopportuni”, ancora non messa in scena.

Oggi – presentata a Umbria Libri – torna con “Nessuno mi resiste”, nuova commedia ambientata sempre a Perugia, in ambiente studentesco. Situazioni e dinamiche ben conosciute da Parlagreco anche per esperienza personale, avendo egli lavorato per lo Studium perusinum.

I protagonisti sono, infatti, un gruppo di studenti fuori sede. Alcuni di essi (dell’Università per Stranieri e del Conservatorio musicale) si riuniscono per accogliere Federica, una loro collega iscritta alla Facoltà di medicina. Le situazioni sono tutte ambientate in luoghi conosciutissimi di Perugia.

Fra innamoramenti e cazzeggi, i giovani trovano un baule che – guarda tu il caso! – era stato lasciato dal padre della stessa Federica. La quale – guarda ancora il caso! – si trova ad abitare nello stesso posto dove era vissuto il padre quand’era studente. Fra ritrosie e incertezze, pudori e timori, l’apertura di quel baule rivelerà frammenti di memoria e di passato che la figlia ignorava e dei quali si stupisce.

Il secondo tempo vede i giovani inseriti nell’ambiente medico e alle prese con le problematiche del lavoro. La narrazione ha coloriture dialettali ed efficaci inserti poetici, usciti dalla penna di Maria Angela Palazzo, poetessa palermitana prematuramente scomparsa. Il libro si avvale della collaborazione e della consulenza drammaturgica di Emanuele Regi, studente del Dams, e del professor Donato Loscalzo, grecista e poeta in proprio. L’elegante copertina è opera di Cimi Pham.

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