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Festa di Sant'Antonio Abate: per quest'anno si ritorna all'antico rito

Non potendo vivere il momento di socialità con festa, processione e bancarelle, si procederà con l'antico rito di benedizione degli animali in solitaria, presso la statua del santo

Seppure imperversi ancora la pandemia, le tradizioni sono qualcosa che sta molto a cuore ai perugini e tra quelle davvero antiche e radicate c'è senz'altro l'antica festa di Sant’Antonio abate, celebrata in special modo nell'omonimo Borgo.

Tradizionalmente ogni anno molte persone accorrono per le celebrazioni ufficiali e per gli eventi collegati, tra cui la più attesa è senza dubbio la benedizione degli animali, di cui il santo è patrono. Socialità e senso di comunità sono tra i frutti di questo momento, ma tutto questo, purtroppo, per i motivi che tutti conosciamo, è rimandato al 2022.

Ma come annunciano gli infaticabili organizzatori e abitanti del Borgo, non tutto è perduto: infatti, tra le manifestazioni conciliabili con le esigenze del distaziamento, il prossimo 17 gennaio si tornerà all'antico: verrà infatti aperta la  cappella situata sulla piazzetta adiacente la chiesa per un “omaggio” alla statua lignea di Sant’Antonio benedicente e per una “sfregatina portafortuna” al porcellino in pietra.

Petranto, il 17 gennaio, accompagnati dal proprio animale domestico, si potrà percorreee corso Bersaglieri fino alla piazzetta della chiesa; qui ci sarà, nella sua collocazione originale, la statua di Sant’Antonio a cui chiedere la benedizione. Nelle vicinanze, su un rocchio di colonna romana, sarà visibile la sagoma di un porcellino in pietra (simbolo del Santo): i borgaroli tramandano che una “sfregatina” alla pietra sia di buon auspicio per tutto l’anno.

Processione, banda musicale e bancarelle sono rimandate al 2022.

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