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Sant’Antonio abate, successo della Festa della Restituzione e del Dante perugino

Un doppio avvenimento che ha fatto sold out. Quando si mette insieme un tris di Associazioni (Agimus, Accademia del Dónca e Porta Pesa-Borgo S. Antonio) il successo è garantito

Sant’Antonio abate. Successo della Festa della Restituzione e del Dante perugino. Un doppio avvenimento che ha fatto sold out. Quando si mette insieme un tris di Associazioni (Agimus, Accademia del Dónca e Porta Pesa-Borgo S. Antonio) il successo è garantito.

Un evento di forte caratura identitaria che ha visto protagonisti di rilievo. Francesco Pinelli, per l’Associazione borgarola della Pesa, ha ricostruito la storia del recupero di tanti beni culturali che caratterizzano il popolare quartiere di Porta Sole. E, nello specifico, la chiesa del santo eremita.

Vicende declinate con minuzia e rigore pedagogico. In quella chiesa, depredata, abbandonata, vilipesa, l’Associazione ha operato con costanza e tenacia. Recuperate la statua lignea del santo, la lunetta de l’Eterno Benedicente e, ultima perla, la tela di santa Francesca Romana. Restauri (anche quest’ultimo) effettuati dal princeps restitutorum Giovanni Manuali che ha raccontato la tela di Benedetto Bandiera nei suoi elementi costitutivi, storico-artistici. Dettagliando anche fasi e modalità dell’intervento.

Ha preso la parola anche Mario Raggioli il quale ne ha finanziati i lavori, in memoria dei suoi genitori che in questa chiesa convolarono a nozze nel lontano 1935 [INVIATO CITTADINO Corso Bersaglier, l'opera d'arte salvata: è il simbolo della chiesa di S. Antonio Abate (perugiatoday.it)].

Altro intervento quello assecondato, e realizzato, dalla signora Marina Nenci. La quale, attraverso foto d’epoca, è riuscita a identificare lo stato dell’arte del sopraporta destro, sotto la pittura murale di Gerardo Dottori. Il manufatto è stato ricostruito “ubi erat, sicut erat” è la scopertura si è rivelata particolarmente emozionante.

A seguire, l’affabulazione dantesca il lingua perugina. L’Inferno raccontato nella lingua del Grifo da Ennio Cricco, nella sua celebrata opera di “traghetto linguistico”.

Operazione – questa del Dante – fortemente voluta dall’Agimus di Salvatore Silivestro e assecondata dal Comune di Perugia. Sulla scena gli attori Monica Arlotta, Gian Franco Zampetti, Leandro Corbucci, col coordinamento artistico di Sandro Allegrini.

Ambientazione musicale a cura dei clarinettisti Guido Arbonelli e Natalia Benedetti. Fotografo di scena Franco Prevignano. Riprese a cura di Guido Arbonelli.

Con l’occasione sono state mostrate opere d’arte. Due tarsie lignee di Rolando Chiaraluce, fra cui il Logo del Dónca, disegnato da Marco Vergoni. E la copertina del Dante di Cricco-Allegrini, realizzata dal pittore Stefano Chiacchella.

L’Agimus proporrà – il prossimo 30 luglio – un evento con l’orchestra giovanile e il gruppo del Dónca in una sede da comunicare. Il tema ruoterà intorno al canto VI: I golosi e Ciacco dell’Anguillara.

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