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Chiusura in grande stile per la Sagra del gambero al Trasimeno

Qui si sono tenuti concerti che hanno attraversato tutti i generi musicali: pop, rock, soul e swing, sudamericana, cantautorale, perfino la musica irriverente dei “Decostruttori postmodernisti”

Sagra del Gambero conclusa. Alla grande. “Sono stati spesi oltre 20 mila euro per la sezione musicale” ci dice Maurizio Orsini, presidente della pro loco di San Savino. Non si può che rispondere “Soldi ben spesi!”.

Oltre ai complessi da ballo in piazzetta e al giovanile Green night pub, è stata protagonista assoluta la piazza al castello, sotto l’antico mastio a pianta triangolare.

Qui si sono tenuti concerti che hanno attraversato tutti i generi musicali: pop, rock, soul e swing, sudamericana, cantautorale, perfino la musica irriverente dei “Decostruttori postmodernisti” (con lo sconosciuto theremin, strumento rarissimo e seducente), pizzica e balli popolari del sud. Per chiudere con la rarissima perla della “The Fifth tower San Savino Big Band” che ha fatto stravedere un pubblico di cultori della musica per Band. Sotto la guida, autorevole e complice, del direttore artistico e arrangiatore Paolo Cincini.

La compagine debutta nel 1989 presso la sala dei notari di Perugia e da allora tiene concerti in varie parti d’Italia. Naturalmente, negli anni si sono alternati e succeduti musicisti di nuove generazioni: gli attuali sono quasi tutti giovanissimi.

Il repertorio costituisce un autentico giro nel mondo, che spazia dalla musica sudamericana, funky, blues, jazz, pop, non tralasciando la musica leggera italiana, con sfiziosi arrangiamenti dello stesso Cincini, che suona le tastiere e canta.

Il gruppo, per la sezione sax, è composto da: Gianluca Principi, Natascia Bigi, Emanuele Burnelli, Roberto Ciampana, Francesca Mezzetti. Per la sezione tromboni: Francesco Santucci, Mirco Scortichini, Lorin Vuthi. Sezione trombe: Mauro Basiglio, Nicola Stabile, Luca Barbanera. Percussioni e batteria: Manlio Ricciarelli, Francesco Bellavita, Giacomo Sarchini. Basso, chitarra, tastiere: Simone Pierelli, Giuseppe Carella, Paolo Cincini

Una nota di merito particolare alla vocalista femminile Cristina Ghibelli, che ammiriamo da anni nei concerti natalizi, in Sala dei Notari, come cantante della Banda di Gualdo Tadino. 

Fuori programma particolarmente toccante: una madre chiede un bis della canzone “Mi manchi”. Con commozione del pubblico, dice: “Vi chiedo di dedicarla alla memoria di mio figlio Andrea, che non c’è più; aveva solo 19 anni!”. Momenti di commozione e ferite aperte… che solo la musica è in grado di lenire.

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