“La Società del disco”, La fortuna del ruzzolone a Perugia raccontata nel libro di Giada Brugnoni

Un vademecum per gli appassionati di questo sport che presenta anche un profilo storico-antropologico del modo di vivere di ieri e, in parte, di oggi, nel territorio perugino e regionale

La fortuna del ruzzolone a Perugia, storicizzata in un documentatissimo libro di Giada Brugnoni. S’intitola “La Società del disco” e costituisce non solo un vademecum per gli appassionati di questo sport, che si ritiene il più antico al mondo, ma presenta anche un profilo storico-antropologico del modo di vivere di ieri e, in parte, di oggi, nel territorio perugino e regionale. Infatti “ruzzlà” in lingua

perugina sta per “ruzzolare/rotolare”. Ed era molto amato in quanto gioco di strada, ossia si praticava e si pratica all’aperto, in vie poco trafficate, in più persone  che si spostano lungo il percorso con il procedere del gioco. Oggi, invece, esistono anche piste dedicate, come a Forabosco di Ponte San Giovanni.

Ereditata dal mondo greco ed etrusco, questa passione fu normata nella Perugia del Cinquecento, ci ricorda in un’amichevole prefazione Domenico Ignozza, presidente del Coni Umbria.

Fra le ipotesi di radicamento nell’antico, accreditate dall’autrice, la rappresentazione murale effigiata nella Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia.

Anche il mondo agricolo-pastorale, dal Medioevo fino al secolo Ventesimo, pratica il gioco del  disco, il cosiddetto “ludus casei” (disco costituito da legno di stucchio o, in molti casi, appunto, da una toma di formaggio). Ne parla anche Galilei e lo illustra l’incisore Bartolomeo Pinelli (“come ai tempi belli, che Pinelli immortalò”, dice la nota “Arrivederci, Roma”, di Rascel-Garinei & Giovannini).

Venendo alla Vetusta, alcuni bandi proibivano la pratica del ruzzolone, anche in ragione del gioco d’azzardo e dei conflitti personali ad esso legati. Lo si accusava di assecondare il turpiloquio e le bestemmie, le liti e la non ottemperanza al dovere della partecipazione alle funzioni religiose. Lo si indicava, esagerando, come pericoloso per l’incolumità di persone e animali. Ma si continuava a giocare a ruzzolone alla Conca come a Porta Sole, a Monteluce e in Borgo Sant’Antonio, a Santa Giuliana e a San Pietro. Il ripetersi di queste proibizioni (come le “gride” manzoniane) è la prova provata di quanto le stesse fossero disattese, in nome di una passione popolare diffusa e incomprimibile.

Erano previste contro i trasgressori (indifferenti ai divieti e sempre piuttosto numerosi) anche pene pecuniarie e corporali, sia a Perugia che a Corciano.

Venendo al Novecento, Giada Brugnoni (che conosce il ruzzolone come sport di famiglia… d’origine e acquisita), il racconto si dipana attraverso aneddoti e presentazione di praticanti illustri, trasversali alle categorie socio-culturali.

Il volume è impreziosito da una consistente parte iconografica e documentale, con foto di ieri e di oggi.

Una cartolina sfiziosa racconta la tradizione del lancio del formaggio a Petrignano di Assisi. Si presentano poi le Società sportive dilettantistiche del territorio: Migliano, Marsciano, Todi, Media Valle del Tevere, Spoleto, Gubbio, Lacugnano.

Infine una finestra sulla Società Sportiva Bosco e sulla sua storia. Fino all’impianto di Collestrada, in località Forabosco, da questa presa in gestione, grazie a un accordo col Comune di Perugia.

Per concludere con l’innovazione introdotta dalla Società di Bosco: quella del gioco a squadre.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Onore e gloria, dunque, all’autrice, laureata e ricercatrice appassionata, per aver saputo scavare nel microcosmo del passato, legandolo al presente, in un’efficace sintesi storico-antropologica di sicuro interesse. Indagando su aspetti finora trascurati dagli storici di professione. I quali fanno storia raccontando guerre e dinastie, spesso con scarso riguardo alle condizioni delle classi subalterne.  Questo lavoro di Giada Brugnoni, accurato e discreto, ci pare, appunto, costituisca un merito non da poco.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 18 ottobre: tutti i dati comune per comune

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 20 ottobre: tutti i dati comune per comune

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 15 ottobre: tutti i dati comune per comune

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 16 ottobre: tutti i dati comune per comune

  • Flash | Ordinanza regionale della Tesei: alternanza lezioni a distanza e da casa per studenti delle Superiori

  • Coronavirus in Umbria, la mappa al 21 ottobre: tutti i dati comune per comune

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PerugiaToday è in caricamento