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Rubrica "Visti per Voi": "Souper" di Molnàr al teatro Mengoni, messa in scena elegante con qualche riserva

“Souper”, ovvero “cena” è una pièce del 1930, ma sembra scritta adesso. Ne è autore Ferenc Molnár, lo scrittore ungherese che ha fatto piangere generazioni di lettori sulla “guerra dei bottoni” e sulla dolorosa storia di Nemecsek, nell’intramontabile romanzo “I ragazzi della via Paal”. Il plot ci presenta una cena, offerta da un importante direttore di banca, nella ricorrenza del suo compleanno, con invitati amici e colleghi.

Il clima – festoso, complice e celebrativo – viene bruscamente interrotto dall’arrivo di un ispettore di polizia, che invita il presidente a seguirlo. Il che fa repentinamente mutare atteggiamenti e relazioni tra ospiti e anfitrione. Ciascuno cerca di defilarsi, mostrandosi del tutto estraneo agli affari e ai maneggi del padrone di casa. Escono dall’armadio scheletri inconfessabili: tradimenti e volgarità, corna e intrecci, lettere anonime e sospetti. Qualche carriera si è di certo sviluppata in spregio alla correttezza e alla legalità. La casta, insomma, è sempre la stessa, a prescindere dai tempi. La tensione si scioglie quando il poliziotto si rivela per essere l’amico Richetto, in vena di scherzi, intendendo omaggiare la data del primo di aprile.

A questo punto, tutto pare aggiustarsi, ma il meccanismo è irreparabilmente rotto. Inutile sottolineare l’attualità del racconto, che si dipana con piacevole fluidità. Ci si chiede solo come mai Fausto Paravidino (regista, scrittore e attore di vaglia), abbia riduttivamente utilizzato un cast di ben 9 eccellenti attori, un supporto tecnico e tecnologico di valore, per realizzare un prodotto esemplare, il cui unico limite è però la durata, che non supera i sessanta minuti.

Se avesse operato “alla Latella”, con espansioni, riletture e riscritture coerenti, il risultato ne avrebbe guadagnato. Bastava scrivere in locandina: “Souper” ‘da’ Ference Molnàr”. Che non è Shakespeare né Pirandello. Sebbene anche costoro vengano talvolta, ed efficacemente, "riletti".

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