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RUBRICA - Visti per Voi: In scena al Morlacchi "Quello che non ho", tra De Andrè e Pasolini

In scena al Morlacchi “Quello che non ho” con Neri Marcorè, egregiamente accompagnato dai musicisti Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini. Un’affabulazione musicale su canzoni di Fabrizio De Andrè e ampie citazioni dall’opera di Pier Paolo Pasolini. Del quale di recuperano gli “scritti corsari”, cronologicamente datati, ma di straordinaria attualità, tra poesia e critica sociale, tra dissacrante ironia e analisi antropologica.

Dieci canzoni del cantautore ligure, splendidamente interpretate, con eccezionali doti mimetiche e padronanza, travestita da lieve nonchalance (mentre Marcorè s’impegna, e non poco, come cantante e come musicista). Peccato che si tratti di pezzi non fra i più noti. Se Marcorè avesse intonato “La guerra di Piero”, “Bocca di Rosa” o “Via del Campo”, avrebbe comunque trattato temi non secondari, ma di più sicura presa sul pubblico.

Lo spettacolo si dipana tra battute lievi e visioni profetiche di Pasolini, con insistenza sui temi ambientali e sull’utopia, tentando un racconto del nostro tempo – intriso di violenze e di orrori, di avidità e distruzione – a chi lo osservi in un lontano futuro. Una lezione impregnata di ironia e ribellione. La scena spoglia e scarnificata è congrua rispetto all’approccio tematico. Ma sarebbe vano cercare, se non per frammenti, tracce di teatro. Si tratta, senza dubbio, di un bel concerto.

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