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Visto per Voi / Al Mengoni di Magione, Maddalena Crippa affabula con “L’allegra vedova”

Al Mengoni di Magione, Maddalena Crippa affabula con “L’allegra vedova”, dal capolavoro di Franz Lehar, sintetizzata e proposta come narrazione con intermezzi musicali. La vicenda si dipana secondo i passaggi topici dell’operetta e la Crippa la racconta interpretando più ruoli, in particolare Anna Glavari e Danilo (la parte da ubriaco è calibratissima ed efficace).
Lo fa con perizia, alla maniera di cafè chantant e, un po’, simulando il cabaret di Berlino.

Certamente assecondata dalla conoscenza della lingua tedesca in cui esegue un pezzo formidabile, mentre, per il resto, si affida a un accento francesizzante. La assistono – con intelligenza, perizia e complicità – “4 musicisti 4”… che valgono per otto: Giampaolo Bandini (chitarra), Giovanni Mareggini (flauti), Mario Pietrodarchi (fisa) e Federico Marchesano (contrabbasso).

La Crippa è capace di cimentarsi in tutti i generi con risultati d’eccellenza. La ricordiamo, qualche anno fa al Morlacchi, in una spericolata “Pentesilea”, da cui uscì con inconsueta grandezza. In questa “Vedova” la Crippa, splendida sessantenne tonica e volitiva, dà fondo alle proprie risorse e si spende con generosità. Tanto che il pubblico applaude convintamente, a più riprese. Eppure lo spettacolo genera la sensazione che stenti a prendere i giri, che la proposta vada messa a punto, che ci sia da aggiungere qualcosa a quell’oretta di spumeggiante vitalità. Insomma: la Crippa può, e sa, fare di meglio.

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