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Quella Giornata del Ricordo, celebrata con l'arte del pittore istriano-perugino Lorenzo Fonda

Quella giornata del Ricordo (istituita con legge 30 marzo 2004), celebrata con l’arte ai massimi livelli. In Sala dei Notari (in data asincrona, rispetto a quella della celebrazione nazionale: il 15 anziché il 10 febbraio) si ricordano gli atroci fatti che colpirono gli italiani, vittime delle stragi del barbaro regime comunista di Tito. Ma, oltre al ricordo dei morti infoibati, si commemora il dramma degli oltre 300.000 italiani coinvolti in un esodo doloroso, che li privò di ogni bene materiale. Oltre che della dignità e del diritto di restare in quei luoghi.

La tragedia coinvolse anche Lorenzo Fonda, un grande pittore, perugino di persuasa adozione. Fonda nasce a Pirano d’Istria nel 1947 e conosce quegli orrori. Tanto che la famiglia (il padre era medico condotto) scappa per rifugiarsi a Trieste, quando il bambino aveva soli cinque anni. Quella drammatica esperienza risulterà però indimenticabile e segnerà la vita psicologica e artistica di Lorenzo Fonda, pittore con bottega alla Mercanzia, in aderenza alla Domus Pauperum.

Quelle immagini di dolore rivivono nelle sue tele quando, come avviene ormai da qualche anno, espone le sue opere in tema, in occasione della Giornata del Ricordo. Lo ha fatto in prefettura qualche anno or sono e lo rifà, da un paio d’anni, in Sala dei Notari. Raccontano di un prigioniero torturato, circondato da filo spinato che solca le carni. Senza possibilità di vita e di riscatto. Opere che ricordano alla coscienza di ognuno quell’immensa sofferenza di tanti nostri fratelli e il disprezzo che dovettero subire.

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