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Prosegue allo Zenith la rassegna “A proposito di donne”, con uno splendido documentario di Sabrina Varani, “Pagine nascoste”

Il film si compone di vari strati o livelli narrativi. Racconta, infatti, una storia personale coniugata con l’indagine storica

Prosegue allo Zenith la rassegna “A proposito di donne”, con uno splendido documentario di Sabrina Varani, “Pagine nascoste”. Introdotta dal critico cinematografico e massmediologo Andrea Fioravanti, la regista spiega come il film racconti il processo creativo della scrittrice Francesca Melandri, autrice del libro “Sangue giusto”. Un lavoro – quello di scrittura letteraria e cinematografica – dipanatosi fianco a fianco per ben cinque anni, rappresenta una specie di backstage del mestiere dello scrittore. Un passaggio significativo dalla storia e dalla documentazione alla pagina scritta e al girato, veramente imponente.

Il film si compone di vari strati o livelli narrativi. Racconta, infatti, una storia personale coniugata con l’indagine storica. La Melandri, appunto, rintraccia e traccia un’identità di padre fortemente impregnata di pulsioni razziste, legate al periodo del Ventennio e alle famigerate leggi razziali, che tanto male seminarono attraverso il colonialismo in Africa.

Scene di violenza e sopraffazione, soprattutto a carico delle donne, spesso bambine, usate e abusate dai militari italiani con disarmante cinismo. Una pagina di storia sottaciuta, minimizzata, quando non del tutto ignorata. Rigurgiti di machismo e violenza non estranei ai nostri giorni, come ci racconta la cronaca quotidiana. E come Sabrina Varani dimostra, attraverso la ripresa di una manifestazione di destra dei nostri giorni. Un film, dunque, da proporre ai giovani delle scuole per la sua significativa carica educativa. Senza vocazioni pedagogiche, ma intrinsecamente didattica, sebbene nata “senza vocazione didascalica”, come precisa l’autrice.

Notazione di cronaca. Eventi di questo genere, e di questo livello – per di più a ingresso libero – meriterebbero un pubblico più numeroso. Agli organizzatori (Centro per le pari opportunità, Telefono donna, Biblioteca delle donne, con la collaborazione di Pesaro Film Festival) e al gestore Bizzarri piacerebbe vedere la sala piena. Perché questa iniziativa lo merita. Appello rivolto alle donne e agli uomini responsabili del proprio ruolo nella società.

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