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Alla scoperta dei segreti dell'antico sito etrusco di Kainua, anche in 3D

Evento culturale di spessore alla sede Pro Ponte di via Tramontani. Tra urnette e buccheri, presenti tanti soci e personaggi del mondo dell’archeologia (Luana Cenciaioli, Franco Mezzanotte), l’etruscologo Andrea Gaucci, studioso dell’Alma Mater, parla di Marzabotto. Non dei fatti che hanno tinto di sangue il ben noto episodio dell’ultima guerra, ma di quando quel luogo si chiamava Kainua ed era un’importante sito della civiltà etrusca.

Peraltro, diversi figuranti dell’Associazione ponteggiana sono entrati, come personaggi, nel vivo della ricostruzione virtuale, effettuata presso lo Studium di Bologna, “dotta e grassa”. Gaucci parla della “piccola Pompei etrusca” in area padana, distrutta, nel 388 a.C., dall’invasione dei Celti. Lui e il suo gruppo ne hanno scavato e indagato l’acropoli e le necropoli. Ne hanno ricostruito i templi a Tinia (Zeus) e Uni (Iuno-Giunone), le are, le strade.

Il tutto – grazie ad algoritmi e sofisticati sistemi informatici – reso in forma accessibile, come in un film. Riprese con droni ne mostrano gli ampi orizzonti. Ricostruzioni virtuali ci mostrano un verosimile “dov’era-com’era”. Se poi si ha voglia di vedere il tutto in 3D, basta andare sul sito, anche col telefonino, comprarsi un paio di occhialini rosso-blu da due euro e fare un bagno in quell’ambiente virtuale: più vero del vero.

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