Presentato a Palazzo Manzoni “Per fortuna faccio il prof”, ultimo libro di Nando Dalla Chiesa

L'autore presente a Perugia per una tre giorni di lezioni e incontri

Presentato a Palazzo Manzoni “Per fortuna faccio il prof” (Bompiani), ultimo libro di Nando Dalla Chiesa, presente a Perugia per una tre giorni di lezioni e incontri. Dopo il saluto del rettore Franco Moriconi e del prefetto Claudio Sgaraglia, tocca ad Annamaria Romano, presidente dell’Associazione Culturale Clizia (organizzatrice dell’evento), presentare e introdurre i relatori. Francesca Montespertelli, in rappresentanza dello Studium e di Mario Tosti, commenta il libro definendolo “un’iniezione di entusiasmo e di speranza”, grazie all’impegno civile che lo permea, segnatamente sul versante dei rapporti con gli studenti, improntati a valori di sapere e umanità.

Il procuratore generale Fausto Cardella ne sottolinea l’impegno civile, concludendo che per battere la mafia è prioritaria un’adeguata crescita culturale. Il libro non è “sulla mafia”, ma costituisce un atto d’amore verso una professione percepita e vissuta come missione: quella di educatore, che non si limita a travasare contenuti, ma è orientato alla formazione di coscienze critiche mature. Cardella conclude con un apprezzamento sullo stile scorrevole e, per così dire, antiaccademico.

Nando Dalla Chiesa racconta la genesi del suo insegnamento (Sociologia della criminalità organizzata), molto seguito da numerosi studenti. Si sofferma sulla necessità di usare le parole esatte per descrivere un fenomeno, prendendo esempio dalle “Lezioni americane” di Calvino in termini di “perspicuitas” e lucidità. Sostiene che “la realtà ben raccontata è vera” e riprende la citazione di Cardella su un vecchio slogan anti Aids: la mafia, come certe malattie, “se la conosci, la eviti”, ossia predisponi gli strumenti per contrastarla.

Pasquale Guerra legge una breve nota, tratta da un quotidiano, in ordine al fenomeno mafioso e alle modalità con cui esso viene percepito.

Fabrizio Scrivano pone due domande. La prima riguarda la formazione intesa come acquisizione di “saggezza”, più che di competenze. La seconda è relativa alla rappresentazione corrente del fenomeno mafioso attraverso i messaggi della comunicazione letteraria e non solo. L’elevato interesse che ha segnato l’evento è testimoniato dal sold out dell’Aula Magna di Palazzo Manzoni: un fenomeno che non è dato di vedere fin dai lontani anni della contestazione studentesca, di cui nel 2018 si è festeggiato il cinquantennio.

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