Presentata al Museo della Pesca di San Feliciano la mostra Mostra “Donna vede donna”, tra versi e scatti fotografici

Un riuscito mix di immagini fotografiche e “scritture” ispirate alle stesse. Ogni singolo “progetto” consta di cinque scatti e di performance letterarie (poesie e pensieri) che da quelle foto traggono alimento

Silenzio, parla l’altra metà del cielo. Presentata al Museo della Pesca di San Feliciano la mostra “Donna vede donna”.

Un riuscito mix di immagini fotografiche e “scritture” ispirate alle stesse. Ogni singolo “progetto” consta di cinque scatti e di performance letterarie (poesie e pensieri) che da quelle foto traggono alimento. Temi di estremo interesse e di palpitante attualità. “È soprattutto – osserva Marco Pareti, lo scrittore del Lago – un inno all’amore e una decisa presa di posizione contro qualsiasi forma di violenza”.

L’esposizione è aperta (i sabati e le domeniche) fino al 29 dicembre 2019. In pratica, è questa l’ultima mostra della corrente annualità.

L’universalità del tema è tale da aver coinvolto donne italiane, russe, albanesi e giapponesi: appartenenti, dunque, a diversi contesti civili e antropologici.

Coordinatore, consulente e direttore artistico della mostra, Stefano Fasi, professionista ben noto nel milieu fotografico locale e nazionale.

Alla affollatissima presentazione è intervenuta Francesca Caproni, direttrice del GAL Trasimeno-Orvietano. L’amministrazione era rappresentata da Vanni Ruggeri, Assessore alla Cultura del Comune di Magione. Fra il pubblico, sia le modelle che le artiste della luce e della penna.

Fotografe: Sara Belia, Roberta Costanzi, Elena Kovtunova, Antonella Marzano, Lorena Passeri, Rita Peccia, Antonella Piselli, Anastasia Trofimova, Renilda Zaimi.

Per la letteratuera: Naoko Ishii, Graziella Mallamaci, Mariapia Scarpocchi, Marina Sereda e Sara Belia.

Fra i sostenitori dell’evento: la Pro Loco, la Cooperativa pescatori, il Sistema Museo, il Comune di Magione, il Gal. La mostra verrà documentata attraverso un catalogo in fase di allestimento.

Dopo San Feliciano, la mostra si riproporrà in molte località umbre, con diverse puntate in altre regioni e in importanti città europee ed extraeuropee. Sono state raggiunte intese e attivati contatti.

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Sarà un modo per esportare arte e cultura, declinate interamente al femminile. E anche una straordinaria occasione per dimostrare come testimoniare la condizione di donna sia tuttora una sfida quotidiana che richiede coraggio. Perché, diceva Simone De Beauvoir – “donne non si nasce, si diventa”.

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