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Presentata a Corciano la raccolta "Strumenti a corde", della poliforme artista Floriana La Rocca

Presentato a Corciano “Strumenti a corde”, della poliforme artista Floriana La Rocca. Straordinario riscontro per l’ultimo libro (edito da Bertoni) della cantante, musicista, performer, attrice, poetessa e scrittrice pugliese, perugina d’adozione. Se ne fanno carico l’editore Jean Luc Bertoni, Donato Antonio Loscalzo, ordinario di letteratura greca a Palazzo Manzoni, e il nostro Sandro Allegrini, antico “complice” dell’autrice. “È un titolo polivalente – esordisce Allegrini – in cui le corde non sono solo quelle degli strumenti, ma il ‘cor-cordis’ latino, ossia quello che nella banalità fa rima con cuore e che i tedeschi declinano nel binomio “Hertz- Schmerz ” (cuore-dolore). È dal dolore, infatti, che nasce quest’opera, che Floriana dedica al coniuge Mimmo, recentemente scomparso”. Un libro quasi senza interpunzione, tale è la libertà che lo governa e che si estende al lettore nella sua autonoma esegesi. Certamente una raccolta sinestetica in cui amore, colore, musica, poesia fluiscono insieme naturalmente.

Un libro apparentemente semplice, ma in realtà complesso e raffinato. Anche nell’artificio retorico. Come quando Floriana scrive “Prometto infiniti colori finché lo sfiorire mi sfiori”. Nell’allitterazione, insistita e sofisticata, risiede la metafora della caducità della vita e della fragilità che attraversa l’avventura esistenziale. Un libro che conferma la battuta della Dickinson “Che l’amore è tutto è tutto ciò che sappiamo dell’amore”. Perché le passioni vanno e vengono, mentre resta immutata la nostra capacità di amare, di illudersi, di cercare una via d’uscita da una vita che spesso comporta troppe amarezze. Loscalzo, che ben conosce l’opera in veste di prefatore, ha parlato di stile e stilemi, con un’analisi rigorosa e puntuale del lavoro di Floriana.

La parte più preziosa della presentazione è di certo consistita nella lettura di alcune liriche che l’autrice ha proposto intervallando le osservazioni di Allegrini. Un pomeriggio si bellezza e di poesia. Nella sala del Vecchio Mulino, impreziosita da opere scultoree e pittoriche tutte declinate al femminile: quelle della pittrice giapponese Chigusa Kuraishi e della scultrice Giulia Masciale.

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