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Nuovo successo per il PostModernissimo: Gianni Amelio, "La tenerezza" e una sala strapiena

Il Post Mod: sempre più centro attivo di vita e cultura cittadina. Lo dimostrano i numeri – oltre 50 mila presenze nel 2016 – ma anche la qualità delle proposte. La più recente è stata l’incontro col regista Gianni Amelio, in occasione della prima nazionale del film “La tenerezza”, prodotto autorale di forte caratura. Il che dimostra come la città del Grifo sia carica di appeal, se è vero che un personaggio come Amelio ha scelto di presenziare la prima alla Vetusta, anziché in altre blasonate città italiane, come Roma o Milano.

Sold out, coi biglietti spazzati via fin dal mattino e con tanti potenziali spettatori che non hanno trovato posto all’incontro, ma che potranno vedere il film nei prossimi giorni. I 103 minuti del film sono stati seguiti in religioso silenzio, in un clima di emozione e commozione. Al termine della proiezione, Amelio ha dialogato col pubblico come un vecchio amico, aprendosi a confidenze di taglio personale, legate alla propria difficoltà di rapportarsi col padre (“assente e distante”) e coi fratelli. Forse, in qualche misura, anche coi figli, per l’imbarazzo di eccessive attenzioni da parte loro.

Uno spaccato di vita familiare che supporta il film, forse più del libro da cui è tratto il soggetto. Che, durante le riprese, è stato ritoccato, sia dando più spazio al personaggio di Germano, sia concedendo ariosità alle doti di immedesimazione-improvvisazione della Ramazzotti. Amelio dichiara il suo debito ad autori come Fellini e Rossellini e richiama altre sue prove artistiche,  “Il ladro di bambini” (1992) e “Colpire al cuore” (1982), nelle quali è ricorrente il tema della tenerezza. “È la tenerezza che ci rende liberi”, esordisce Amelio, il quale spiega come la vita ci metta alla prova nei rapporti affettivi, costringendoci a misurarci con l’affetto e l’anaffettività, con l’amore proclamato o sottaciuto, per pudore, più che per aridità. E come spesso i sentimenti possano esplodere nel confronto con l’altro, più che con coloro ai quali la tenerezza pare dovuta.

Amelio non sa che, a Perugia, esiste il Centro familiare “Casa della tenerezza”, una ‘clinica’ per chi è in crisi di affettività, in quel di Monte Morcino. L’ha inventata monsignor Carlo Rocchetta, autore di una miriade di pubblicazioni e sempre disponibile a incontrare persone provate dalla mancanza d’amore e di tenerezza. Un supporto tra teologia e bisogno d’amore, un’oasi di spiritualità e di sostegno alla solitudine, una concreta applicazione dell’“Amoris Laetitia”. Un esperimento, ormai consolidato e radicato nella Grifagna, di cui qualcuno avrebbe potuto informare Gianni Amelio

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