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Sabato, 27 Novembre 2021
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Porta Sant’Angelo, ieri oggi… domani, una storia perugina lunga secoli

Conversazione di Adriano Piazzoli alla Domus Pauperum

Porta Sant’Angelo, ieri oggi… domani, una storia lunga secoli. Conversazione di Adriano Piazzoli alla Domus Pauperum della Mercanzia. Supporto informatico-audiovisivo del bibliotecario di San Matteo, Gabriele De Veris. Sostegno storico e morale di Franco Mezzanotte, presidente di Vivi il Borgo.

Piazzoli, appassionato collezionista di libri, cartoline, documenti, squaderna una diegesi intorno al suo Borgo. Propone immagini da cartoline e libri rari.

Inizia dalla presenza a Perugia di Mastro Titta, boia romano che veniva fra i travertini della Vetusta per eseguire condanne capitali: decapitazione, strangolamento, squartamento… a seconda dei casi.

Abitava (per quei due-tre giorni del lavoro) sotto via della Pergola, al Bulagaio, eseguiva in via Pinella, dove poteva essere visto, e apprezzato, dal Vescovado. Ecco: il vescovado. Piazzoli propone immagini di quando era affrescato dal Bruschi, prima che il maltempo e la cattiva manutenzione lo facessero svanire. Ed ecco comparire, in cartolina d’epoca, il gobbo Tabarrino (appunto: intabarrrato in un mantelluccio), vendere lunari e biglietti della lotteria.

Quindi la distruzione del popolare quartiere della Spina, dove nacque il musicista Francesco Morlacchi. Quartiere distrutto per indecenza, su ordine di Mussolini, e mai più ricostruito, causa lo scoppio della II guerra mondiale.

E poi Piazza Fortebraccio e i conventi agostiniani trasformati in caserme, col 51.mo di fanteria. La presenza di Martin Lutero nella chiesa di S. Agostino. Padre Angelini che predica contro i comunisti dal pulpito della cattedrale. Giuseppe Minottini, orafo cesellatore e relativa lapide.

Come non parlare, poi, del Gorino (al secolo Vittorio Gorini), “libero pensatore” di via dell’Oro che dispensava pillole di saggezza popolare, vinse al totocalcio, noleggiò biciclette, finì in galera?

Infine la Mercanzia, dove si è tenuta la conferenza, con Franco Mezzanotte che con garbo interviene, integra, puntualizza.

Un incontro che ha solennizzato con brani di storia la Festa di San Michele. Come solo due borgaroli doc potevano fare.

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