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Perugia e il pigiama party più grande del mondo, Guinness solo sfiorato

Perugia non ha vinto per un soffio la sfida del Pigiama Party più grande del mondo; un Guinness World Record attualmente ancora detenuto dalla cittadina inglese di Ringwood

Piazza IV Novembre è stata la cornice di un evento eccezionale a Perugia; il popolo umbro, “armato” di pigiama e suppellettili da notte, si è riunito stretto ai suoi luoghi simbolo per battere un record: il più grande pigiama party del mondo.

Un titolo detenuto da una cittadina inglese dell’Hampshire, che ha dato vita, al ludico appuntamento, contando su una copiosa  presenza di cittadini: 1184. Bastava superare anche di un solo numero la cifra del record, per strappare il curioso ‘scettro’ all’Inghilterra.

E nonostante la buona volontà di presentarsi con divertenti, a volte improbabili e  ironici abbigliamenti notturni (la regola prevedeva un pigiama a pezzo unico), Perugia perde la sfida per soli 162 partecipanti in meno.

Inizia in sordina, la grande festa in pigiama nel centro storico; alle 21, l’apertura della zona delimitata che avrebbe racchiuso 1022 persone, non avrebbe fatto presagire ancora la sentita partecipazione della collettività, che pian piano, quasi con pudico sentimento, si è avvicinata, fino alle 23, al 'gate' di entrata per aiutare Perugia a vincere un Guinness world record sui generis.

Un climax divertente, spensierato e giocoso, ha da subito contagiato chi, imbarazzato dall’insolito abbigliamento, tendeva, con prudenza, a indietreggiare sul ‘campo’ ed ad incoraggiare chi, consapevole di una serata un po’ pazza, un po’ diversa, ha da subito interagito con balli e selfie.

Una festa condivisa da famiglie, bambini ed adulti che, attraverso la dimensione del gioco, hanno trovato la voglia, per una sera, di non prendersi troppo sul serio; come il signor Marcello, originario di Avellino ma trapiantato nel capoluogo umbro da vent’anni: “Credo che abbiamo perso il senso del ridere e del puro divertimento fine a se stesso. Ho accompagnato mio figlio che attraverso i social era venuto a conoscenza del pigiama party, ed ho deciso, per una sera, di ‘allentare il nodo alla cravatta’ e mettermi comodo. È un modo come un altro per recuperare la convivialità, spogliati del proprio status sociale. Penso che qui ci siano avvocati, imprenditori, disoccupati, padri e madri di famiglia che hanno deciso di partecipare ad una festa il cui indumento chiave per partecipare, il pigiama, fa sentire, per una volta, uguali e vicini”.

Ludovica, studentessa di Economia al secondo anno, ci spiega: “I giovani e gli adulti raramente condividono gli stessi spazi e gli stessi luoghi, ed è bello vedere la partecipazione di tante persone che aldilà del Guinness, hanno voluto semplicemente ritrovarsi. C’è spontaneità ed ironia, e poi si lamentano che Perugia sia una città apatica.. invece manifestazioni di questa portata hanno anche lo scopo di farci uscire di casa per passare una notte insieme a ridere, ballare..”.

E così è stato. Dietro camicie da notte riesumate dai corredi delle nonne, dietro candele e cappelli, cuscini e peluche, c’è stato l’entusiasmo, quasi innocente, di potersi spogliare dalle proprie connotazioni sociali, condividendo l’esperienza dell’esserci, in quel momento, per la città e la comunità.

E il cuore forse batteva, per l’aspettativa di poter condividere anche la gioia della vittoria, giocata sul filo del rasoio ma persa per pochissimo. Intanto che gli organizzatori annunciano il verdetto (e la volontà di riprovarci anche l'anno nuovo) un selfie collettivo immortala la scena; e qualcuno, tra dieci o vent’anni, potrà ancora ridere, pensando a quel momento fuori dal comune che ha visto  Perugia in una veste nuova; in pigiama. 

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