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"Pescatori del Trasimeno", il Museo della Pesca di San Feliciano riapre

“Il Museo della Pesca di San Feliciano riapre il proprio percorso espositivo”. Questo dichiara a un interessato uditorio Vanni Ruggeri, presidente del Consiglio comunale di Magione, con delega alla cultura. L’occasione di tanti visitatori è annodata alla mostra fotografica “Pescatori del Trasimeno”, che si lega al libro di Alvaro Masseini, autore dei testi e degli scatti contenuti nell’omonimo volume, edito da Morlacchi. Il cui editore, Gianluca Galli, conferma il successo che ha arriso all’opera anche fuori regione, come nelle zone lacustri del Triveneto.

“In un momento di sovraesposizione mediatica del Lago di Perugia, con tanti gruppi amatoriali che ne propongono istantanee nel web, tra facebook e dintorni, quest’opera trova la cifra giusta per una corretta narrazione dell’attività della pesca, oggi tornata a nuova vitalità”, dice Vanni Ruggeri. Un racconto di valenza storica e antropologica, che si radica nella tradizione locale, coi pescatori che rifiutano il salvagente e altre sicurezze, nella convinzione che il Lago “li ama”.

Uno spaccato di patrimonio anche lessicale che motivò la nascita dell’Alli (Atlante linguistico dei laghi italiani) e il convinto supporto scientifico dell’indimenticabile Giovanni Moretti, autore del “Vocabolario del dialetto di Magione”. Poi uno spaccato su San Feliciano del dopoguerra, con persone che andavano in bicicletta a vendere il pesce a Bagno di Romagna. Con la prima cooperativa di pescatori, risalente al 1913, con una Società di Mutuo Soccorso del 1892, con le “casse a carati” per aiuto reciproco, in caso di malattia e altre necessità.

Il Trasimeno, insomma, come “seconda fabbrica di Perugia dopo la Perugina”: 1500 persone che ruotavano tra pesca, pulizia, rammendo delle reti, manutenzione delle imbarcazioni. Insomma: un grande passato che riparte oggi, col ritorno di tanti giovani a quest’arte antica e primitiva, fortemente identitaria per la gente del lago. Come ci racconta un volume bello e prezioso che non deve mancare dalla biblioteca di ogni perugino. Mostra aperta fino al 18 giugno.

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