Baldassarre Orsini, cittadino del Grifo, una mostra che offre uno spaccato della Perugia del Settecento

“Uno spaccato della Perugia del Settecento, senza la pretesa di far diventare ‘popolare’ la figura di Baldassarre Orsini”, esordisce Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, location della mostra “Baldassarre Orsini tra arte e scienza”, aperta da oggi fino al 4 giugno. Si sono messi in sinergia ben 18 Enti e Istituzioni, non semplici sponsor, conferendo materiali e contributi. Tra essi, capofila organizzativo, la Fondazione Ranieri di Sorbello, che ha concesso manoscritti e volumi preziosi, come ricorda Ruggero Ranieri, che la definisce una mostra “di ricerca”.

Ma anche il Comune di Perugia, che propone una piccola mostra parallela nei locali dell’Augusta, qui rappresentata da Serena Innamorati. Non poteva mancare l’Accademia di Belle Arti, di cui è presente il conservatore dei beni, il restauratore Giovanni Manuali, ma anche lo Studium perusinum e la Stranieri. Lo scopo della mostra è quello di raccontare una temperie culturale, che va ben oltre il singolo personaggio.

“Baldassarre Orsini – ricorda Cettina Lenza, la curatrice – è stato un “traghettatore” verso l’Ottocento, mentre intervenivano profondi mutamenti nello scenario storico, politico e sociale, così come nell’apertura di nuovi orizzonti disciplinari e nella riorganizzazione dei poli di formazione delle discipline artistiche”. Orsini fu artista “più di penna che di pennello”, in ragione della sua vocazione didattico-pedagogica che lo indusse a redigere studi nei quali si ravvisa una concezione dell’arte in bilico tra scienza e convinto umanesimo. 

Una produzione (fatta di guide, dissertazioni, compendi, annotazioni…) tesa verso l’educazione del gusto, “in un difficile equilibrio di libertà e di regole, di arte e scienza”, come correttamente titola la mostra. “Tentando di raccontare – scrive la curatrice – anche il luminoso tramonto del XVIII secolo”. In esposizione ben 140 pezzi, tra dipinti e disegni, libri, manoscritti e documenti. La mostra si dipana in quattro sezioni che fanno riferimento all’uomo e al suo tempo, ai principii dell’arte pittorica, agli strumenti della formazione accademica e agli studi antiquari. Questi ultimi comprendono dissertazioni sulle antichità etrusche dell’Umbria e perfino su monumenti leggendari, come la tomba di Porsenna.

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Orsini, perugino che più perugino non si può, fu per trent’anni a Roma ma, appena poté, volle tornare nella Grifagna per dirigere l’Accademia del Disegno (come allora si chiamava l’attuale Aba) e si dedicò alla pittura, alla scenografia, all’architettura. Curando, in particolare, l’insegnamento, fino all’ultimo periodo della sua vita.

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