Lunedì, 21 Giugno 2021
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Perugia 1416 , edizione virtuale e ricca di storia, ma il palio è reale: ecco l'opera. "E' il palio della speranza"

Gli appuntamenti della sesta edizione saranno presentati il prossimo 28 maggio, alla Sala dei Notari.

Il Palio di Perugia non si ferma ma anche quest'anno andrà in scena soltanto a livello virtuale, con tanti appuntamenti storici, ma senza la sfida tradizionale, e tutto rigorsamente messo in onda tramite social e televisioni. Purtroppo anche per giugno 2021 per le restrizioni anti-covid non permettono il normale svolgimento di sfilate e sfide. Di reale però è il palio che è stato presentato oggi in Piazza IV Novembre. Con l'opera dal titolo “La speranza ci salverà” ha vinto il concorso riservato all'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia (Aba), da Agnese Pierotti, studentessa del secondo anno di Pittura del “Pietro Vannucci”. La vincitrice del concorso si è aggiudicata la somma di 500 euro messa a disposizione dall'associazione Perugia 1416. Il Palio sarà il premio ambito della sesta edizione della manifestazione - nella versione rivisitata causa Covid-19 - dal titolo #Medievalweb. Un appuntamento tra reale e virtuale che sarà presentato il prossimo 28 maggio, alla Sala dei Notari.

“Con il Palio realizzato dagli studenti dell’Accademia, si consolida di anno in anno il forte legame con questo importante istituto di Alta formazione artistica della nostra città, tra i soci fondatori della nostra associazione – ha sottolineato Teresa Severini -. Il concorso ha lo scopo di sollecitare gli studenti di ABA, italiani e stranieri, ad approfondire gli argomenti che Perugia1416 vuole sollecitare, tra storia, Rioni di cui la città è composta, il senso della sfida. E per noi è anche un utile confronto poter verificare l’accezione che ne hanno nelle diverse età o dalle diverse provenienze. Quest’anno si è aggiunto un ulteriore messaggio: quello della speranza di ritorno al sereno, del sogno, di voglia di tornare a vivere”.
Soddisfatto anche De Albentiis dell'Accademia: “L'annuale concorso legato alla scelta del palio per Perugia 1416 è un'occasione preziosa, per i nostri giovani Studenti, di misurarsi con una ben precisa richiesta esecutiva, con determinati aspetti che devono essere presenti nei loro elaborati. Ma è anche un modo privilegiato per entrare in una vicenda molto particolare della storia della nostra città e nella sua stessa topografia urbana, con i cinque rioni le cui estensioni giungono significativamente fino al nostro esteso contado. L'auspicio, molto sentito, è che questa collaborazione duri ancora molto a lungo”.

Tantissimi i bozzetti che sono stati presentati alla giuria: "La scelta nel decretare il vincitore - ha spiegato l'assessore Varasano - anche quest’anno non è stata facile per la commissione, composta – per l’Accademia - dal direttore amministrativo, avvocato Domenico Ferrera (in rappresentanza del presidente, avvocato Mario Rampini), dal direttore, professor Emidio De Albentiis, dal professore Stefano Mosena, coordinatore artistico del progetto, mentre per l’Associazione Perugia 1416, dalla presidente Teresa Severini e dell’avvocato Gabriele Caforio, membro del Consiglio Direttivo, in rappresentanza dei cinque Rioni".

LA SPIEGAZIONE DEL PALIO - “Ho immaginato delle porte aperte, spalancate, con riferimento al portone di Palazzo Dei Priori, ma che simboleggiano le porte delle case di ogni cittadino di Perugia.  Al di fuori delle porte c'è il loro sogno, ovvero quello di far tornare viva la città, e rivedere i 5 Rioni gareggiare per il Palio. I Rioni sono rappresentati dai loro stendardi, con i rispettivi loghi e colori, appesi su dei fili immaginari, nella semplicità, come fossero dei panni stesi della gente, che invece di vedere i propri vestiti, sogna la festa di Perugia 1416. È una visione che guarda al futuro, pieno di speranza. Le persone, che ora stanno dentro le case, guardando fuori con fiducia, con tanta voglia di ripartire, di gareggiare. E ora vedono gli stendardi dei loro Rioni che insieme fluttuano nell’aria, come mossi da un vento, il vento della speranza che rimane sempre nei cuori degli abitanti di Perugia. Sono partita fin da subito con questa idea, perché dopo aver scoperto la bellezza di tale manifestazione, mi sono immedesimata nei panni dei perugini e ho sentito tanta
tristezza".

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