Palazzo Della Penna, Galleria Fiaf: non sono semplici fotografie

Il collettivo Spontanea esamina il tema della casa. Home sweet home, come testo-pretesto per una navigazione non sequenziale

Non semplici fotografie, ma progetti fotografici organici, intessuti attorno a un tema d’interesse comune. Questa la scelta effettuata da Marco Nicolini, anima, mente e braccio delle iniziative fotografiche che, come Galleria Fiaf, si dipanano intorno al Museo Della Penna. Il collettivo Spontanea esamina il tema della casa. Home sweet home, come testo-pretesto per una navigazione non sequenziale. Home and street photography. Uno straordinario collettivo che lascia spazio alle individualità.

Stavolta sono confluite le opere di artisti italiani e stranieri impegnati sul centro d’interesse della casa. Casa non solo come nido, ma anche come luogo che respira profumi di persone, oggetti, appartenenze, identità. Raccontando quello che in casa si trova e quello che da casa si vede: scorci, frammenti di vita rubati, e fatti propri, attraverso le tendine alla finestra, domestico sipario. Questa la modalità prescelta dal napoletano Umberto Verdoliva che si cimenta in “Dalla mia finestra”.

Lorenzo Lessi è autore del progetto “Found on the ground”, un racconto di oggetti persi, dispersi e ritrovati: offerti in condivisione a chi voglia scoprire la molteplicità d’interessi e di mondi, anche interiori. Il “vicino a casa” si fa narrazione di atmosfere e reperti, di tutti e di nessuno. Ossia patrimonio universale sul piano antropologico e spirituale.

Un esperimento d’arte che dietro le parvenze del quotidiano ci fa respirare a pieni polmoni un fisico che smargina nei territori del metafisico. Perché niente più di un’immagine può riflettere lacerti di vita.

Fabrizio Quagliuso sostiene, argomentatamente, che la nostra casa è “dove c’è luce”: una luce che racconta sensazioni e sentimenti, nell’attesa goethiana del “mehr licht”.

“Area di casa” è il progetto di Dino Jasarevic che racconta pavimentazioni e atmosfere, ambienti fisici al margine dell’ontologico. Perché non c’è astrazione più persuasiva di quella che radica nella realtà.

Emilio Barillaro ci racconta invece l’ultimo pezzo di foresta vergine in Europa, al confine fra Polonia e Bielorussia.

Complimenti alla Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), cinquant’anni d’età ben portati. Oltre 40 mila persone che ruotano intorno a club accomunati dalla passione fotografica.

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E Perugia sta diventando testimonial attiva e persuasa di queste scelte d’arte e umanità. Assessorato Varasano: una scelta che coltiva e produce cultura.

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