Palazzo Della Penna, "Note al tramonto" per San Lorenzo, fra Leopardi e Morricone

E l’Agimus di Salvatore Silivestro omaggia il nuovo assessore, auspicando la tradizionale collaborazione e offrendo un aperitivo

Palazzo Della Penna, “Note al tramonto” per San Lorenzo, fra Leopardi e Morricone. E l’Agimus di Salvatore Silivestro omaggia il nuovo assessore, auspicando la tradizionale collaborazione e offrendo un aperitivo. Ad maiorem gloriam della Musa Euterpe.

Con quel caldo, non ci si attendeva un pubblico così interessato e numeroso. Eppure, già prima dell’evento, il cortile del palazzo della cultura era stipato.

Sul podio Salvatore Silivestro, a dirigere l’orchestra da camera giovanile del conservatorio cittadino Francesco Morlacchi. Spicca fra i musicisti il talentoso Vincenzo Pierotti, eugubino nato con la tromba in mano, facente parte della Banda della Polizia di Stato.

Bellissimo il programma: da Morricone a Rota, con la tromba solista che fa accapponare la pelle.

Poi l’intermezzo leopardiano, nel bicentenario della composizione de L’Infinito. Affabula, da par suo, il Maestro Stefano Ragni che intreccia ricordi giovanili e citazioni colte, dallo Zibaldone e da Clemente Rebora, poeta vociano, oltre che (lo abbiamo scoperto ieri) raffinatissimo critico leopardiano.

Non è da meno Leonardo Varasano che prende la parola entrando nel tema con disinvoltura e mettendo in luce una preparazione letteraria che va ben oltre il suo ruolo di accreditato storico contemporaneo.

Poi il finissimo dicitore Alessandro Ricci legge pagine leopardiane (L’Infinito, Le ricordanze, Canto Notturno, A Silvia) con sottofondo musicale (a volume forse un po’ alto).

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La seconda parte del concerto offre valzer, musica etnica sudamericana, Morricone (C’era una volta il West) e Jarre (Lawrence d’Arabia). Vera chicca: un pizzicato jazz di Anderson che Silivestro ripropone in bis. Una vera genialata. A riprova della bravura di questi giovani concertisti e della disinvoltura con cui il presidente nazionale dell’Agimus arrangia e dirige. Per omaggiare San Lorenzo e la cultura perugina. C’è riuscito.

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