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Nello Cicuti e il suo tredicesimo volume di poesie in lingua perugina: "Questo è l'ultimo..."

Nello Cicuti, decano dei poeti del Dónca, ha pubblicato il suo tredicesimo volume in lingua perugina. Per non parlare delle decine di pubblicazioni d’occasione e delle antologizzazioni nei volumi dell’Officina del dialetto e in tante altre raccolte. Il libro s’intitola “Doppo j’ottanta” e celebra una triplice ricorrenza: gli 80 anni della moglie Gianna, la laurea dell’adorata nipote Arianna, i 61 anni dal primo incontro di Nello e Gianna. Tutte le poesie sono state scritte da Cicuti dopo il compimento dell’ottantesimo anno d’età, da cui il titolo dell’opera.

In una sala affollatissima, ne ha parlato Sandro Allegrini, col supporto di letture degli attori Isabella Giovagnoni e Nino Marziano.

“Questa vasta produzione – dice il fondatore dell’Accademia del Dónca – è la concreta dimostrazione di  una forte vocazione e documenta, in modo inequivocabile, l’aggravarsi del ‘mal di poesia’. Specie se, come nel caso di Nello, l’intervallo tra una pubblicazione e l’altra si assottiglia fino ad assumere ormai  cadenza annuale”. “Dal 2000 in poi – aggiunge Allegrini –  la pagina di Cicuti vola alto, pur nella fedeltà ai temi tradizionali della sua scrittura: valori come fede, affetti familiari, amicizia, legame inscindibile con la tradizione  rurale e gli stili di vita dei quali è stata depositaria”.

Compagni di strada, sul piano della curatela estetica del volume, gli indefettibili Enzo e Marco Mariucci, padre e figlio, grafici valorosi e… accuratissimi, fino alla pignoleria, pronti alla condivisione dei successi di Cicuti, sempre in attesa (im)paziente del loro lavoro.

Nello è, insieme, semplice e complesso, non di rado spiazzante per le sue originali riflessioni sull’uomo, sulla politica, sul mondo. Più di quanto ci si potrebbe aspettare da uno che si è formato da sé, tra il frusciare della carte e i caratteri di piombo, novello Gutenberg perugino-corcianese. È infatti notevole il fatto che proprio dalla passione tipografica e dall’amicizia col grande Claudio Spinelli si sia sviluppata questa totalizzante passione per il verso e la rima, scritti nella lingua del Grifo. In sala amici di penna e di vita: l’allievo Gian Paolo Migliarini, l’avvocato-scrittore Giampiero Mirabassi, i poeti Gabriella Caponi, Catia Rogari, Giuliano Raschi, Serena Cavallini, oltre a tanti estimatori. In chiusura di volume, Cicuti scrive una nota (“Ai miei lettori”) in cui dichiara che questo è il suo ultimo volume. Ma si sa: le promesse più difficili da mantenere sono proprio quelle fatte a se stessi.

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