La Terra del niente, dieci storie di scomparsi raccontate dall'avvocato Nicodemo Gentile

A meno di un anno di distanza dalla pubblicazione del suo primo libro, l'avvocato cassazionista Nicodemo Gentile, afferra nuovamente il lettore per trasportarlo in un viaggio nelle storie di gente scomparsa nel nulla.

Nicodemo Gentile

Lo avevamo lasciato "Laggiù, tra il ferro", a raccontare la vita dietro le sbarre dei detenuti. E ora lo ritroviamo nella Terra del niente, dove la pietas umana per chi è scomparso, si somma ai retroscena misteriosi e spesso strazianti di quelle esistenze sospese.

A meno di un anno di distanza dalla pubblicazione del suo primo libro, l'avvocato cassazionista Nicodemo Gentile, afferra nuovamente il lettore per trasportarlo in un viaggio nelle storie di gente scomparsa nel nulla.  Dieci storie, molte delle quali balzate alle cronache nazionali. Dieci vite fluttuanti in quell'universo parallelo fatto di attesa, speranze e aspettative. Dopo aver dato alle stampe la sua opera prima "Laggiù tra il Ferro - Storie di vita, storie di reclusi", torna in libreria con "Nella Terra del niente - Storie di scomparsi, storie di famiglie" (Faust Edizioni) e lo fa con quel piglio narrativo di un osservatore privilegiato che conosce da vicino lo strazio di chi cerca da anni un familiare "svanito", di chi non può piangere una tomba, di chi aspetta, ancora, un ritorno. Prima o poi. 

Una scrittura coinvolgente che sa restituire, in 200 pagine, le vicende umane e processuali intervellate da spunti e riflessioni dell'autore, maturate in una lunga carriera da penalista. C'è Roberta Ragusa, la bellissima mamma dagli occhi blu, c'è Guerrina Piscaglia, c'è la professoressa Irene Critinzio. E poi ci sono i processi penali, alcuni dei quali in via di definizione. Dietro ancora, c'è un fenomeno complesso ed eterogeneo, quello degli scomparsi, la cui lettura non può dirsi completa senza uno sguardo multiforme  che sappia comprendere la complessità dietro ogni esistenza, anche quella all'apparenza più semplice.

Lo scrittore e penalista da voce a tutto questo, analizzando anche quelli che sono gli aspetti pratici e legali connessi alle scomparse.  "Gli occhi non scompaiono", eppure dietro al dolore dei familiari, un dolore che certo destabilizza, si cela "una tragedia per tutta la comunità. Perché la scomparsa, come un'allergia, come la puntura di un velenoso insetto, può veramente colpire chiunque". Si legge nella prefazione affidata al Presidente di Penelope Italia, l'avvocato Antonio Maria La Scala.

Ma se pensate che questo libro sia per "gli addetti ai lavori", vi ricrederete già dalla prima pagina. La forza narrativa del racconto non tradisce il senso stesso del suo narrare: non ci sono tecnicismi per dare volti e nomi. Ci sono volti e nomi. Di chi aspetta ancora giustizia, di chi aspetta e basta. Ma un'aspetto in comune ce l'hanno: non essere dimenticati. Solo ricordando e raccontando si può scongiurare l'oblio. 

L’autore Nicodemo Gentile, nato a Cirò, è avvocato cassazionista e si occupa prevalentemente di diritto penale. Tra i casi di cronaca nera che hanno segnato gli ultimi anni, l’avvocato si è occupato del processo Meredith Kercher e di quello per Melania Rea, nel delitto della contessa dell’Olgiata è stato legale degli imputati. In qualità di difensore di parte civile ha celebrato i processi per gli omicidi di Sarah Scazzi, dei fidanzati di Pordenone, di Roberta Ragusa e di Guerrina Piscaglia

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