I Papi a Perugia, nasce il museo dedicato a Benedetto XI e tornano a splendere gli affreschi di Cola Petruccioli

Apre a San Domenico uno spazio espositivo con i paramenti sacri del Pontefice domenicano morto e sepolto a Perugia

Perugia conserva alcuni tesori d'arte e storia poco conosciuti, se non dimenticati. La presenza delle reliquie e dei paramenti di papa Benedetto XI è uno di quei casi.

Nella basilica di San Domenico, il Pontefice era un frate predicatore, oltre al monumento funebre che rimanda ad Arnolfo di Cambio, sono conservate le ossa del Papa, la dalmatica, la mitria e altre parti dei paramenti. In Galleria nazionale, invece, è esposto il calice di Benedetto XI. Adesso, dopo 700 anni, i paramenti (dopo essere usciti dai magazzini dei domenicani per andare ad impreziosire una mostra "Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente" ed essere restaurati) costituiranno il pezzo forte del Museo del beato Benedetto XI.

Il paramento del Pontefice è molto particolare ed è strettamente legato con l'Oriente. Il legame è stato individuato nelle modalità di realizzazione dei paramenti, cioè una tipologia di tessuti realizzati in Cina nel periodo Sung per la cerimonia del tè e con la tessitura dei "panni tartarici". Un collegamento, quindi, con i viaggi di Marco Polo e prima ancora di fra' Giovanni da Pian di Carpine (dalla vicina Magione) e i traffici con Venezia. In quella epoca, infatti, gli storici della tessitura inquadrano l'inizio delal produzione veneziana proprio dei "panni tartarici". Produzione poi ripresa anche da Lucca. I panni utilizzati per creare il parato di Benedetto XI, secondo Tiziana Biganti della Soprintendenza di Perugia, sarebbero gli stessi donati dagli ambasciatori mongoli, o tartari, a Bonifacio VIII, predecessore del papa domenicano.

Il parato di Benedetto XI, quindi, esce per la seconda volta (la prima fu nel 1907 in occasione della Mostra di antica arte umbra) “dopo aver giaciuto per secoli in fondo a una specie di cassetta, o reliquiario - scrive l'architetto e storico dell'arte Mario Labò - con vetro davanti, nella sacrestia di San Domenico, ove il Papa fu sepolto”.

Niccolò Bocassini, nato a Treviso nel 1240, entrò giovanissimo nell'ordine domenicano. Fu eletto Papa il 22 ottobre del 1303 e si rifugiò a Perugia dopo i moti romani sobillati dalla famiglia Colonna. Nel capoluogo umbro morì improvvisamente il 7 luglio del 1305. La leggenda dice avvelenato con i fichi e “l'acquetta di Perugia”. Più probabilmente per indigestione. A Perugia, inoltre, morirono, Innocenzo III (1216), Urbano IV (1264), Martino IV (1285), pare per indigestione delle rinomate ed eccellenti anguille del Trasimeno. A Perugia si decise anche la scomunica dell'imperatore Federico II nel 1228 e nel 1235 fu canonizzata santa Elisabetta, regina di Ungheria.

La città di Perugia ospitò cinque conclavi, tra cui quello che portò all'elezione di Onorio III (1216) e che secondo molti storici è il primo conclave, nel senso letterale di collegio di vescovi tenuti "sotto chiave" nelle celle del chiostro della cattedrale di San Lorenzo, ancora oggi conosciuto come “chiostro dei conclavi”. Una lapide muraria nel chiostro ricorda i cinque papi eletti a Perugia. Nel 1216 muore a Perugia Innocenzo III (sepolto nella cattedrale di San Lorenzo); e qui stesso si tenne il conclave che elesse il successore, Onorio III. Nel 1265 venne eletto Clemente IV, il papa francese che affidava a Carlo d'Angiò il regno di Sicilia. Nel 1286 il collegio dei cardinali riunito a Perugia elegge Onorio IV. Nel 1294, dopo ventisette mesi di conclave, fu eletto papa l'eremita Pietro da Morrone, con il nome di Celestino V indicato dalla critica dantesca come colui che "fece per viltade il gran rifiuto" (in quanto abdicò dopo pochi mesi). L'ultimo papa eletto a Perugia fu Bertrand de Got, Clemente V (1305), francese. Fu lui, mai sceso in Italia, a spostare la sede pontificia ad Avignone. Il legame tra la corte papale e la fiorente opera dei miniatori perugini continuerà anche nel periodo della “cattività avignonese”, come dimostra il Pontificale 1192 del maestro dei corali di San Lorenzo.

L’occasione dell’apertura del museo ha reso possibile anche il restauro degli affreschi staccati di Cola Petruccioli che decoravano la basilica di San Domenico nel suo assetto tardo medievale e che saranno ora presentati a completamento del Salone del Vestito.

La presenza del pittore Cola Petruccioli (Orvieto 1360 circa - Perugia 1401) nella basilica di San Domenico di Perugia è testimoniata da alcuni frammenti di affreschi (doveva essere un ciclo dedicato alla Vergine Maria). Affreschi che si vedevano molto bene prima dei lavori di restauro della vetrata absidale. Gli affreschi (un fascione con il ritratto del pittore e un particolare di una colonna che richiama il monumento funebre di Benedetto XI, le cui reliquie sono conservate nella cappella che ospita il manufatto di marmo) erano già stati staccati anni addietro e messi su tela con apposito telaio. Per evitare che si rovinassero durante i lavori di restauro dell’abside gli affreschi sono stati slegati dalla parete e portati in magazzino. Al termine del restauro della vetrata si è posto il problema del riposizionamento delle opere di Cola Petruccioli. Gli affreschi erano in buone condizioni, mentre il telaio era in condizioni preoccupanti e si è reso necessario un intervento di restauro per evitare che la materia pittorica si spezzasse e si degradasse. Adesso quei restauri sono stati fatti e le opere di Cola Petruccioli torneranno esposte.

Il 19 dicembre si svolgerà l’inaugurazione del Museo beato Benedetto XI nel Salone del Vestito della chiesa di San Domenico, a Perugia. Il nuovo spazio espositivo, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e adiacente alla sacrestia della chiesa, ospita i preziosi paramenti liturgici di epoca medievale associati al pontefice domenicano Benedetto XI (Treviso, 1240 – Perugia, 1304) e altre memorie artistiche della chiesa di San Domenico anteriori al rifacimento seicentesco della basilica, come gli affreschi di Cola Petruccioli della fine del Trecento. Il progetto nasce dalla volontà dei padri domenicani di valorizzare il parato di Benedetto XI a seguito del suo importante intervento conservativo realizzato tra il 2013 e il 2017 con il sostegno della Fondazione Bruschettini per l’Arte Islamica e Asiatica. Per la prima volta sarà presentato al pubblico l’insieme delle vesti del papa, restituite nel loro originario splendore a quel luogo – la sacrestia di San Domenico – che per secoli ne è stato il custode.

Dal 21 dicembre il museo sarà aperto il sabato (esclusi i festivi) dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 17.30. Ulteriori visite su appuntamento.

Programma del 19 dicembre

Ore 11 – Saluti istituzionali e presentazione del progetto: “Esposizione dei parati associati al pontefice Benedetto XI e di altre memorie domenicane nella chiesa di San Domenico a Perugia” Sala delle colonne, Palazzo Graziani, corso Vannucci 47, Perugia;

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Ore 12 e ore 14 – Visita al Museo beato Benedetto XI.

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