Di scena, al Museo Archeologico, i preziosi reperti provenienti dal Rione di Porta Sant’Angelo

Stavolta tocca al Rione di Porta Sant’Angelo coi suoi formidabili reperti. Fra essi figurano degli esemplari di assoluto rilievo e incontestabile unicità

Le risorse del nostro Museo Archeologico sono veramente infinite. Come immensa è la dedizione delle persone che vi operano, sempre disposte a dimostrare senso di appartenenza e spirito di servizio… dal primo all’ultimo dipendente. In questo meritorio lavoro di promozione si distingue (ovviamente, verrebbe da dire) la direttrice, l’archeologa Luana Cenciaioli, che si adopera per intessere una tela sempre più coerente fra il Manu e la città.

Rientra in questa logica l’iniziativa prevista per domenica 28 ottobre (ore 10:30) in collaborazione col Tavolo delle Associazioni del Centro Storico di Perugia. Lo scopo è quello di illustrare le risorse archeologiche e i contenuti storico-culturali la cui origine è riconducibile ai singoli rioni.

Stavolta tocca al Rione di Porta Sant’Angelo coi suoi formidabili reperti. Fra essi figurano degli esemplari di assoluto rilievo e incontestabile unicità. Basti citare la tomba dei Cacni reperita all’Elce, con le sue 23 urne policrome, con rarissima sfoglia oro. Sarà il caso di ricordare che urne e corredi furono trafugati e successivamente recuperati, anche con la consulenza e la collaborazione di Luana Cenciaioli, che fece pure una straordinaria scoperta. Scavando in prossimità del luogo del ritrovamento, intercettò addirittura una piccola e sconosciuta necropoli servile.

Sempre nel rione dell’Angelo con la spada di fuoco sta la necropoli dello Sperandio, col noto sarcofago e il mitico diadema della sacerdotessa in foglia oro, oggi al museo di Firenze. E poi, ancora, i reperti di Santa Caterina Vecchia, la Tomba femminile di Santa Lucia, l’Ercole da Compresso.

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Last but not least, il Cippo Perugino, reperto contenente la lunga scritta di carattere giuridico che ha consentito importanti acquisizioni sulla civiltà e il costume del mondo etrusco. Una visita che sarà di certo fra le più interessanti mai effettuate al Manu.

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