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Formidabili quegli anni! Ma, a Perugia, non accadde proprio niente? Una mostra racconta il Movimento studentesco

Aperta, a palazzo Manzoni, la mostra "In Movimento - La nostra storia dal 1960 ad oggi", visitabile fino al 30 marzo. Si tratta di una iniziativa che ha lo scopo di raccontare gli snodi della storia del movimento studentesco, inquadrato in chiave socio-politica a livello nazionale e internazionale. La narrazione si dipana in 32 pannelli fronte-retro. L’esposizione è allocata al terzo piano. Il progetto fa capo al Miur, assecondato dalla Rete degli studenti medi e Unione degli Universitari, in collaborazione con Ed-work. I pannelli esplicativi sono declinati per aree tematiche e ciascuno è articolato in ampie sessioni testuali, corroborate da un elemento iconografico.

Un limite oggettivo della mostra consiste nella collocazione in uno spazio angusto, tale che – ad esempio – il retro del pannello è sacrificato e poco visibile. “Ma non avevamo a disposizione altro spazio gratuito”, dice una delle promotrici dell’iniziativa. Che aggiunge: “L’alternativa era Filosofia o, forse, via Pascoli”. Peggio che peggio! Almeno palazzo Manzoni ha il pregio della centralità e della vicinanza con la biblioteca interdipartimentale ex Gelsomini.

I contenuti sono esaustivi e ben fatti. Nei prossimi giorni, gli studenti si premureranno di accompagnare i visitatori con spiegazioni e contributi di sicuro interesse. Ma – ci si chiede – cosa avranno mai da dire su temi appresi dalla lettura dei documenti e non per esperienza diretta? Un consiglio gratis dall’Inviato Cittadino che (per motivi anagrafici e di corso di studi) può dire “Io c’ero”, per diretta militanza alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Il limite più vistoso consiste nel fatto che in mostra manca qualunque riferimento a quanto accadde a Perugia in quegli anni “formidabili” (come dice Capanna)… e ce ne sono di cose da raccontare!

Sarebbe il caso di invitare testimoni di prima mano, che quel Sessantotto a Perugia l’hanno “fatto”. Vogliamo dire, ad esempio, tutti gli allievi di Tullio Seppilli, poi saliti ai vertici dell’antropologia culturale? (Giancarlo Baronti, Piergiorgio Giacchè, Paolo Bartoli… e tanti altri). Insomma: più e meglio del testimone diretto, chi può riferire quanto accadde realmente a Perugia?

Interessante anche ricordare che lo storico e archivista Andrea Maori ha prodotto un interessante articolo all’interno di libriccino ("Notabili spie e politica a Perugia" edito da Tozzuolo) in cui racconta, su informata base documentale, come andarono le cose. Per chiarirsi le idee, consiglio anche, dello stesso autore, "Caro ministro le scrivo... Le carte riservate di Prefetture e Questure di Perugia e Terni sull'attività politica in Umbria negli anni '70" con interventi di Claudio Carnieri, Andrea Maori, Jean Claude Saroufim, Amedeo Zupi (Tozzuolo, 2017). Meglio un libro in più e una chiacchera in meno.

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