Un pittore internazionale e le sue nuove opere: l'Università per Stranieri apre le porte all'arte

Grande successo per l’apertura della mostra di pittura “Dissolvenze/Indikon”

Grande successo per l’apertura, alla Stranieri, della mostra di pittura “Dissolvenze/Indikon” del pittore Ferruccio Ramadori. Esposizione curata e presentata dal critico e storico dell’arte Andrea Baffoni. Introdotta dal rettore Giovanni Paciullo, la mostra si dipana con opere di generose dimensioni in molteplici luoghi di Palazzo Gallenga, dalla Goldoniana alla sala di studio, dall’ingresso al corridoio dell’Aula Magna.

Letture di testi dello stesso pittore e di Kandinsky da parte di Sonia Giugliarelli. Intermezzi musicali del flautista internazionale Giovanni Brugnami. Interventi di saluto da parte del presidente del Consiglio comunale Leonardo Varasano e del direttore dell’Accademia di Belle Arti Paolo Belardi. Nativo di Scheggino, paese di sapori medievali e di antiche asprezze, Ramadori sublima il tragico del paesaggio d’origine e  ne esalta l’intima dolcezza, attraverso un percorso onirico che richiama un insieme simbolico di antica significazione.

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Un’autentica folla di amici e di esperti ad omaggiare un pittore che, non da oggi, miete successi in Italia e in Europa: da Potsdam a Berlino, da Parigi a Los Angeles, da Seattle a San Pietroburgo. Perché la cifra della sua pittura è insieme lucida e misteriosa, perspicua e ricca di grafemi, come quei numeri romani che scandiscono la diacronia della storia nel filo delle generazioni. E il colore, che esplode e si conforma a suggestivi paesaggi interiori, suggerisce visioni profetiche, musicali seduzioni, spirituali topografie. I quadri di Ramadori, accademico di merito della Vannucci, sono capaci di parlare a chiunque: sono tele che proferiscono il linguaggio del fascino e della seduzione, facendo percepire colori, odori, suoni e codici inusuali.

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