rotate-mobile
Mostre

Il mito di Raffaello in Umbria: la fortuna dell'Urbinate, dagli emuli ai copisti fino al selfie con l'avvocato-pittore

La mostra è visitabile al Museo civico di Palazzo della Penna fino al 16 gennaio 2022

Sono andato a vedere la mostra “Fortuna e mito di Raffaello in Umbria” (Dal 26 settembre 2021 al 16 gennaio 2022, Museo civico di Palazzo della Penna, via Podiani, 11).

La mostra, curata da Francesco Federico Mancini e Cristina Galassi, voluta dall’assessore Leonardo Varasano, ha al suo centro Raffaello e l’urbinate, del quale l’anno scorso ricorreva il cinquecentenario della morte, ma a causa del Coronavirus si è ripiegato nel 2021 per celebrarlo, è presente in mostra con alcune opere (attribuite, ma con tante riserve), ma soprattutto è presente lo spirito della sua arte. Debitore di pochi, creditore di tantissimi nel corso dei secoli.

In questa mostra c’è tanta Perugia, città che l’accolse tra i discepoli di Pietro Vannucci detto il Perugino, e nella quale rimangono poche tracce, nella cappella di San Severo, a Porta Sole, con quel che resta di un affresco, rimaneggiato dal suo antico maestro. A Perugia l'artista dipinse capolavori come la Pala Colonna, la Pala Oddi, la Madonna Conestabile, la pala Ansidei, il Trasporto Borghese, opere che però sono state portate via dalla città, oppure come l'Incoronazione di Monteluce di cui lasciò solo i cartoni preparatori, dipinta dall’allievo Giulio Romano.

C’è la Perugia della Galleria Nazionale dell’Umbria, della Fondazione Agraria, l’Accademia di Belle arti e diversi collezionisti privati.

C'è Raffaello, quindi, ma c'è anche tutto quello che l’Urbinate ha rappresentato in passato e rappresenta adesso.

C'è il passato con Perugino, c’è Luca Signorelli e Pintoricchio, poi ci sono gli emuli e i copisti dei secoli successivi, fino alla pittura storica degli artisti ottocenteschi e il lascito del pittore e della sua innovazione artistica.

Nella sala inferiore, infine, c’è un avvocato-pittore. Il contemporaneo Umberto Palumbo che dipinge Raffaello, ma può anche sembrare il contrario, cioè Raffaello che dipinge Pallumbo, con le firme che si mischiano, i ritratti che si intersecano, con la modernità del selfie che dialoga con le opere dell’urbinate, tra scolaresche disattente con i loro tablet, ai turisti fermi davanti ad un dipinto. Fino all’opera finale, una Deposizione Borghese con un drappo lacero che annuncia la sospensione della mostra a causa del Coronavirus, mentre l’equipaggio di un’ambulanza soccorre un paziente.

Orario di apertura: settembre/ottobre da martedì a domenica 10.00-19.00 - chiuso lunedì; novembre – gennaio da martedì a domenica 10.00-18.00 - chiuso lunedì, 25 dicembre e 1° gennaio.

Raffaello-Palumbo-2

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il mito di Raffaello in Umbria: la fortuna dell'Urbinate, dagli emuli ai copisti fino al selfie con l'avvocato-pittore

PerugiaToday è in caricamento