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Perugino, il meglio maestro d'Italia, su il sipario sulla mostra evento per i cinque secoli dalla morte del maestro

Il sottosegretario Sgarbi all'anteprima. Borletti Buitoni: "Influencer di rilievo, le sue opere miglior veicolo per far conoscere il territorio"

“Questa mostra nasce dalla sequenza di centenari iniziati con Leonardo, proseguita con Raffaello e con Canova. E proseguita con Perugino, morto nel 1523. È stato istituito un comitato con l’obiettivo di celebrare il quinto centenario. Naturalmente, ogni mostra ci dà un punto di vista diverso. Questa è una mostra che si ferma a un certo punto, quando inizierebbe la presunta decadenza del pittore e si afferma la grandezza del suo principale allievo, Raffaello”. C'è anche il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, all'anteprima della mostra "Il meglio maestro d'Italia. Perugino nel suo tempo", che sarà inaugurata domani alla Galleria nazionale dell'Umbria. Una rassegna di 65 opere di cui una trentina di Perugino, le restanti di artisti suoi contemporanei e a lui legati, da Raffaello a Botticelli, oltre a Signorelli. Perché, dice il direttore della Galleria nazionale dell'Umbria, Marco Pierini, che con Veruska Picchiarelli, ha curato l'esposizione, "Perugino è ingiustamente considerato e raccontato come l'allievo del Verrocchio e il maestro di Raffaello. Invece, il suo valore e la sua importanza sono enormi. Non lo diciamo noi, ce lo dicono le testimonianze dell'epoca, ce lo dicono gli altri artisti. Ludovico il Moro lo 'corteggiò' per anni per portarlo a Milano, arrivò a scirvere ai Baglioni per convincerlo. Elisabetta d'Este attese sette anni per avere una sua opera. Perugino per 25 anni ha innovato, è diventato ripetitvo, pecca che molti evidenziano, quando orami la sua carriera era nella fase conclusiva. Ma negli anni prima è stato cruciale". 

Perugino, il meglio maestro d'Italia: l'anteprima

“Qui si vedono particolarmente rivelati i capolavori realizzati dagli anni Settanta agli Novanta. La mostra ha un taglio nuovo che mette in relazione Perugino con gli altri grandi del tempo, come Signorelli, anche lui morto nel 1523” aggiunge ancora Sgarbi, ricordando che anche per Signorelli, “Orvieto e Cortona stanno accingendosi a inaugurare delle mostre”. Signorelli, ha spiegato ancora, “era a fianco del Perugino nel riproporre e aggiornare lezione del loro maestro Piero della Francesca”. La mostra di Perugia  è anche un momento di confronto “di quel momento fertile dove maturano le premesse del primo Rinascimento fiorentino, da Masaccio e Masolino a Piero della Francesco, fino a Signorelli e Perugino che chiudono il secolo”. “Perugia è una delle grandi città d’arte italiana, per cui una mostra come questa potenzia la quantità di interesse che la Galleria nazionale dell’Umbria e le chiese di Perugia rappresentano. La mostra aggiunge una cosa a quello che è un percorso turistico. Non si può evitare Perugia, come non si possono evitare Ravenna o Ferrara. Città apparentemente minori, ma fondamentali per il nostro Rinascimento”. 

L'esposizione "restituisce all'artista il ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato". In mostra i suoi maggiori capolavori, dalla formazione allo Sposalizio della Vergine del 1504, rientrata straordinariamente dal Musée des Beaux-Arts di Caen, dove è attualmente custodita, periodo che corrisponde all'apice della produzione di Pietro Vannucci. Nell'intento dei curatori, la mostra vuole riflettere "il ruolo che il Vannucci ha effettivamente svolto nel panorama artistico contemporaneo". La mostra rientra nelle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Perugino

"Perugino è il miglior influencer possibile, scegliamo uno che merita”. Lo ha detto Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Comitato per le celebrazioni del Perugino, intervenendo all’incontro di anteprima della mostra "Il meglio maestro d'Italia. Perugino nel suo tempo" che sarà inaugurata domani alla Galleria nazionale dell’Umbria e che proseguirà fino all’11 giugno. L’evento è curato da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale dell’Umbria, e da Veruska Picchiarelli.

“Perugino è un testimonial eccezionale di questa terra, di questa regione. La sua pittura è il veicolo migliore per fare conoscere questa terra” perché le sue opere significano “parlare del territorio” ha aggiunto ancora Borletti Buitoni. 

Nel suo messaggio, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sottolinea come "Il nostro patrimonio, in qualsiasi forma di presenti, è unico per la sua straordinaria eterogeneità, che deve proporsi come motore per una rinascita capace di declinare nell'aggettivo 'culturale' i valori economici, sociali e antropologici di un popolo all'altezza del proprio passato". E ancora: "Esposizioni come questa sono in grado di valorizzare la più nobile missione di un museo: non l'affannosa ricerca della novità, ma la curiosità di fare rinascere ciò che quotidianamente è sotto i nostri occhi, ormai considerato assodato, storicizzato, canonizzato". 

L'esposizione, evento centrale di quelli promossi a Perugia in occasione del quinto centenario della morte di Perugia, sarà inaugurata ufficialmente domani 4 marzo e rimarrà vistabile fino all'11 giugno.

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