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Al Manu, una mostra fra canto e incanto rilancia il mito e il Mosaico di Orfeo

Domenica 27 settembre, alle ore 17, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria (p.zza Giordano Bruno, 10, Perugia), decolla una mostra di notevole appeal. Sarà presentata dalla neo direttrice Maria Angela Turchetti

mosaico di S. Elisabetta

Al Manu, una mostra fra canto e incanto rilancia il mito e il Mosaico di Orfeo presso l’ex chiesa di S. Elisabetta alla Conca. Il mosaico, a tessere bianche e nere, si estende per una superficie di oltre 100 metri e propone quaranta animali, ordinari ed esotici, incantati dalla lira del mitico cantore.

La chiesa fu demolita, al suo posto sorsero Facoltà universitarie, volute dal grande rettore Giuseppe Rufo Ermini. Ma l’elemento di maggior vanto incapsulato in quella struttura, in cemento armato e mattoncino, resta lo splendido Mosaico di Orfeo che ammansisce le bestie. Un tòpos del mondo classico, rielaborato nei secoli tra musica, arte, danza e poesia, in Europa come in Sudamerica. Ma pochi sanno che quella meraviglia perugina è visitabile gratuitamente e ammirabile da ogni lato percorrendo un ballatoio che lo circonda. Basta avvicinarsi e le luci si accendono da sole. Vale la pena di andarci.

Si dice fosse il fondo di una piscina che trovò facile alimentazione nelle vene d’acqua che percorrono la zona: basti riflettere sul fatto che, poco sotto la Porta Balnearia, ci sono le Fonti dei Tintori (il cui restauro è appena  concluso) e, ancora sotto, stanno le antiche Terme di San Galigano (oggi ristorante). Anche la toponomastica, si pensi a Via delle Sorgenti, testimonia l’antica vocazione termale della zona. 

Domenica 27 settembre, alle ore 17, al Museo archeologico nazionale dell’Umbria (p.zza Giordano Bruno, 10, Perugia), decolla una mostra di notevole appeal. Sarà presentata dalla direttrice Maria Angela Turchetti, di recente nomina, ma coltissima e già piena di iniziative. Il titolo dell’evento culturale, che non è solo per addetti ai lavori, suona “Orfeo: il canto e l’incanto”. Si dipana attraverso le sale museali, proponendo materiali archeologici alternati a manufatti di nuova creazione, costituiti da  scenari e ambientazioni legate alla figura di Orfeo.

L’esposizione è curata dalle Grimm Twins (Barbara Lachi e Ayumi Makita). Le “sorelle Grimm” sono una coppia di geniali studiose, in grado di realizzare apprezzate e suggestive installazioni. Le vedremo alla prova al Manu.  L’esposizione è  organizzata in collaborazione con l’Università degli studi di Perugia.

La mostra resterà aperta fino al 31 dicembre. Avremo dunque modo di vederla e parlarne in tutta tranquillità.

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