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Il Perugino di San Pietro: un’occasione unica per ammirare la straordinaria predella dell’Ascensione riunificata per la prima volta

Dal 2 ottobre al 7 gennaio la Galleria Tesori d’Arte del Complesso monumentale di San Pietro a Perugia ospiterà, la grande opera di Perugino

Lunedì 2 ottobre verrà aperta al pubblico la straordinaria mostra “Il Perugino di San Pietro”, curata da Laura Teza, professoressa associata di Storia dell’Arte moderna dell’Università di Perugia, che ha spiegato: “Questa mostra è il punto di arrivo di un percorso iniziato anni fa e che grazie a un grande sforzo organizzativo congiunto arriva ora a compimento, riportando in città opere come la Predella, mai uscite dalla Francia”.

Fino al 7 gennaio, alla Galleria Tesori d’Arte del Complesso monumentale di San Pietro, sarà possibile ammirare la predella dell’Ascensione di Cristo, poiché verranno riunificati, per la prima volta, tutti e undici gli scomparti della predella, l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione e il Battesimo vengono dal Museo di Rouen: Questi sono tra i dipinti più spettacolari dell’intera carriera di Perugino, con colori, una resa delle forme e del paesaggio, sorprendenti per luminosità e modernità.
Non è un caso se dunque la mostra è realizzata con il Musée des Beaux-Arts de Rouen e Jeanne–Marie David ha sottolineato: “Il museo è molto felice di questa collaborazione e ha subito accolto la proposta con grande entusiasmo. Vedere un’opera tornare nei luoghi in cui era stata pensata è anche un’occasione unica per approfondirne lo studio”.

Come per ogni dipinto che si rispetti, la storia che custodisce risulta sempre stimolante e avvincente. Nel 1495 i monaci benedettini della basilica di San Pietro ordinarono a Pietro Vannucci, per il loro altare maggiore, una grandiosa Ascensione di Cristo, coronata da un Eterno benedicente con alla base una predella con 11 scomparti, raffiguranti al centro l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione e il Battesimo, e ai lati 6 santi benedettini e i due protettori di Perugia, san Costanzo e sant’Ercolano. Racchiusa da una specie di armadio aperto che la proteggeva e che aveva alla sua sommità due grandi tondi con profeti, l’opera costituiva un vanto della città e del territorio per la sua complessità e bellezza. La gigantesca macchina fu smontata alla fine del Cinquecento e poi, nel 1797, emigrò con le requisizioni napoleoniche e fu trasferita prima a Parigi e poi frazionata e dispersa in vari musei francesi. Ora la grande Ascensione si trova a Lione, la predella nel museo di Rouen, i due Profeti a Nantes, tre santi benedettini alla Pinacoteca Vaticana mentre cinque sono rimasti nella sacrestia di San Pietro a Perugia.

Non da meno è dunque il contributo a questa iniziativa dei Musei Vaticani, che per l’occasione hanno restaurato “I tre santi benedettini” nei loro laboratori.

I cinque rimasti a Perugia sono stati riesaminati e sottoposti ad indagini da parte del Laboratorio di Diagnostica dei Beni Culturali della Regione Umbria di Spoleto. Lo studio interdisciplinare, con il gruppo di lavoro delle professoresse Valeria Menchetelli e Francesca Funis del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, ha prodotto uno studio di ricostruzione digitale della grande macchina d’altare che era collocata nell’abside, cioè nella zona dietro l’attuale altare. Chi entrava in Chiesa poteva godersi il grande spettacolo dell’Ascensione di Cristo in pieno svolgimento difronte ai suoi occhi.

La mostra è patrocinata dalla Regione Umbria, dal Comune di Perugia, dall’Ambasciata di Francia, il Consolato Onorario di Francia a Perugia, e la collaborazione di Isola San Lorenzo, Comune di Città della Pieve e Fondazione Ranieri di Sorbello. Promossa inoltre dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria e dall'Università degli Studi di Perugia, con il contributo del Comitato promotore delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore Pietro Vannucci detto “il Perugino”, main sponsor Brunello Cucinelli spa e il sostegno del GAL Media Valle del Tevere.

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