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Mostra di Fausto Minestrini. Molto ammirata quell’installazione… frutto del caso

All’ultimo piano del Centro Camerale Galeazzo Alessi una tela strappata è appoggiata a terra. Ecco la sua storia

Mostra di Fausto Minestrini. Molto ammirata quell’istallazione… frutto del caso. All’ultimo piano del Centro Camerale Galeazzo Alessi una tela strappata è appoggiata a terra. Si tratta di un’opera cui Minestrini aveva lungamente lavorato. “Frutto – racconta – di una visione, di un sogno. Tanto che l’ho prodotta quasi in trance, mettendovi elementi archetipici, come la luna, e un mix di spiritualità”.

La storia è questa. Il trasportatore sta recando il quadro da collocare in mostra, quando un incidente, complice un colpo di vento, fa volare l’opera, travolta e calpestata da una serie di veicoli che la distruggono, spaccano il telaio, lacerano il supporto, vi lasciano i segni degli pneumatici.

L’artista ne è turbato, anche perché a quel lavoro aveva destinato un posto d’onore nella mostra in procinto di aprire.

Da qui l’idea di stendere a terra l’opera, su cui appoggia delle rose bianche legate da un nastro giallo. Un biglietto chiede: “Si può infrangere un sogno?”. Domanda retorica, presupposto, insomma, di una risposta scontata. Che, in questo caso, si identifica con un secco, inequivocabile no.

Commento, rubato a uno scrittore francese: “Caso è forse il nome di Dio… quando non voleva firmare”.

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