mostra di alfonso borghi. sonorità materiche al cerp, centro espositivo rocca paolina

Alfonso Borghi, artista emiliano, in quarant'anni ininterrotti di attività è approdato ad una sintesi pittorica di indiscutibile fascino, passando dal figurativo morandiano degli esordi e dal neo surrealismo con accenti futuristi degli anni Ottanta all'attuale neo informale materico.

E' arrivato in effetti a una sintesi in cui un uso abilissimo della materia si associa ad un senso del colore di estrema sensibilità. La sua pittura ha conquistando la critica più attenta e un raffinato collezionismo a livello mondiale.

La mostra, promossa dal Rotary club Perugia e dalla Provincia di Perugia, ha avuto il patrocinio della Provincia di Perugia e del Comune di Perugia curata da Massimo Duranti, prevede l'esposizione di novanta opere fra dipinti, disegni, ceramiche e sculture che abbracciano un ampio arco cronologico.

Il titolo sonorità materiche, allude ad un capitolo pittorico giocato sul filo del rapporto fra la dinamica del colore e quella della musica. Due gli elementi in evidenza: da un lato il colore che diviene materia, dall'altro la musicalità come fonte d'ispirazione. Parlare di materia in Borghi, infatti, non significa alludere ad elementi eterogenei. Sulla tela è sempre l'impasto cromatico a dettare la regola dell'opera: materiale pesante, corposo, che trova nel senso stesso di questa preponderanza la forza espressiva. Poi arriva la musica. Il melodramma e Verdi, la grande tradizione italiana, e allora l'intensità della pittura è il mezzo per esprimere la forza di un sentimento. Amore e morte. Così Aida o Il trovatore, opere grandiose riflesse in quadri non solo dal grande formato, ma anche dal grande impatto emotivo. Qui emerge la maestria di Borghi, già evidenziata in altri contesti, ma ora definitivamente maturata.

La mostra di Perugia, che conclude un felice anno di esposizioni in prestigiosi spazi italiani quali il Chiostro del Bramante a Roma, il Museoteatro della Commenda di Prè a Genova e Palazzo Medici Riccardi a Firenze, sintetizza tutte le tematiche e le tecniche. Un itinerario dunque completo, corredato da un catalogo Editoriale Giorgio Mondadori con testi critici e nuovi contributi di lettura filologica. Una mostra che non ha la pretesa di essere un'antologica, ma nella presentazione retrospettiva di brani significativi di Alfonso Borghi, ne presenta la felice condizione e ne indica i futuri sviluppi.

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