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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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Talmente perugina da parlare col Donca: la storia di Ines, arrivata 30 anni fa da Colonia

Bastano 30 anni di vita nella vetusta per diventare perugina? Si direbbe di sì, a guardare (e a sentirle parlare l’idioma perugino) Ines Renate Döllert, tedesca di Colonia, arrivata a Perugia, a bordo di una scassatissima Citroën 2 Cv, proprio trent’anni or sono

Bastano 30 anni di vita nella vetusta per diventare perugina? Si direbbe di sì, a guardare (e a sentirle parlare l’idioma perugino) Ines Renate Döllert, tedesca di Colonia, arrivata a Perugia, a bordo di una scassatissima Citroën 2 Cv, proprio trent’anni or sono. Da quel primo contatto con Palazzo Gallenga è nata la passione per la città del Grifo. Tanto che Ines ha appreso la lingua e la cultura italiana, ormai definitivamente scelte come modo di stare al mondo.

Nel suo laboratorio orafo di via dei Priori (Ca d’Or) la ragazza di Colonia progetta e realizza, incastona e cesella. Ma la passione per la pittura appartiene al suo intimo geist. Se è vero che si è ritagliata uno spazio deciso nel milieu artistico locale e nazionale. Ed è tornata alla Stranieri, dove apprese i rudimenti della lingua di Dante, con una bella mostra di pittura, presentata dal critico d’arte Andrea Baffoni. Il quale parla di efficace contaminazione tra stili e culture, tra oli e acquerelli, tra paesaggi e ritratti.

Un taglio impressionista, una pennellata decisa, per delineare profili e skyline, marine e paesaggi lunari, sensazioni e stati d’animo, tra reale e immaginato. Questa è la sorte della ragazza di Köln: essere divenuta una perugina convinta. Ed esserne   orgogliosa. Ed erano in tanti gli amici, perugini e internazionali, a festeggiare.

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