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Per "teatri aperti", eccezionale spettacolo di Fiocchetti, al Morlacchi con "Madonna", dalle opere di Rina Gatti

Al Morlacchi, per “Teatri aperti”, Perugia ha offerto (a ingresso libero) un’eccezionale performance attoriale con dialogo musicale: il monologo “Madonna”, interpretato da Caterina Fiocchetti, con la complicità dell’ottimo violoncellista Andrea Rellini. Uno spettacolo che vanta un percorso decennale e che è stato messo a punto in ogni suo dettaglio dalla stessa Fiocchetti, in veste di attrice e di regista. Ricordiamo di averne visto una prima realizzazione, già di buona qualità, al castello dell’Isola Polvese. Ma la versione attuale è stratosferica!

Il lavoro è la traduzione teatrale delle opere della scrittrice rurale Rina Gatti, mai troppo lodata, in quanto capace di far rivivere – con la sua pagina semplice e toccante – un efficace spaccato storico e antropologico di civiltà contadina. L’affabulazione di Caterina si muove intorno a momenti di vita che raccontano personaggi, atmosfere, un modo di stare al mondo ormai irrimediabilmente perduto: l’infantile entusiasmo per l’acquisto di una stoffa, le cure materne, l’attraversamento del fiume in piena col fastello di legna.

Segmenti di microstoria di cui è intessuta la vicenda della gente, come Rina, vissuta in tempi che ne hanno segnato duramente l’avventura esistenziale. Tempi non certamente da rimpiangere, se non nel vagheggiamento di valori smarriti. Caterina ride e piange, commuove e fa commuovere. Rellini punteggia con discrezione i passaggi emotivi e narrativi, fino ad accompagnare la sua partner perfino nel canto. Una scena spoglia (due sedie e… il nulla) conferisce autorevolezza e credibilità a un racconto che si può immaginare svolto in una vecchia cucina contadina, “a veglia”, una sera d’inverno.

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