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A spasso nel tempo: Monteluce com'era, viaggio in un secolo di storia del quartiere perugino

Monteluce com’era: “Storia di un quartiere perugino, 1861-1960”, una grande mostra fotografica, che si dipana per un secolo, allestita presso la portineria dell’ex Ospedale policlinico, su iniziativa della neonata Associazione “Il Bosco Sacro di Monteluce”. Ne è curatrice la studiosa Mara Moriconi che se ne fece carico ben 18 anni fa. “Esponemmo - ricorda Mara – nella sede dell’ex I Circoscrizione in via Pinturicchio, ma anche nella Sala del Grifo e del Leone e a Palazzo Della Penna”.

“Una novantina di fotografie, reperite tra diversi soggetti istituzionali, riunite sotto l’egida del Comune di Perugia che ne è attualmente proprietario. Cinquanta di esse sono in mostra, divise per tema, e vanno ben conservate perché costituiscono una testimonianza di robusto significato storiografico, iconografico e antropologico”, ricorda la curatrice. Mara Moriconi, su impulso della docente di storia contemporanea a Palazzo Manzoni, Claudia Minciotti, studiò in modo capillare la storia plurisecolare del quartiere e, oltre che nella sua tesi di laurea, ne dette conto in un volume di cui l’Associazione conserva le ultimissime copie.

L’accoglienza, al sindaco Romizi e ai consiglieri Perari e Nucciarelli, è stata fatta da Massimo Duranti, monteluciano doc e profondo conoscitore del quartiere, dei personaggi e delle vicende che l’hanno attraversato. Il suo discorso è stato incentrato proprio sulla storia e sulle trasformazioni del quartiere, non meno che sulle prospettive, legate all’esigenza di riqualificazione e alle prospettive urbanistiche, sociali, culturali ed economiche. Al sindaco è stato donato il volume di Mara Moriconi e quello – presentato qualche giorno fa all’ex Borsa Merci – sul Liberty in Umbria, a cura di Maurizio Bigio. Monteluce e il suo liberty al Toppo, nelle vie Brunamonti e Cialdini è stato oggetto di citazione.

I visitatori hanno ammirato gli scatti che dànno conto dell’evoluzione di questo segmento di città, un tempo considerato periferico (sede, peraltro, di una pregevole necropoli etrusca, di cui fa fede il reperimento della tomba dei Cutu, in via Madonna del Riccio e materiali archeologici di pregio). Massimo Duranti ha ricordato la prossima scadenza del 2018, quando ricorreranno 800 anni dalla nascita del convento delle Clarisse, poi parzialmente demolito per far posto alle esigenze di spazio del nuovo ospedale. Sarà quella un’occasione  da preparare adeguatamente per far luce e dar lustro a una storia importante per l’identità della Vetusta.

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