Un 2 giugno speciale, al Manu la mostra “Bagliori di sogni. Archeologia delle immagini in movimento”

Zeetti è il creatore del Museo del Giocattolo e, insieme alla direttrice del Museo Archeologico Luana Cenciaioli e a Marco Saioni, si è inventato una mostra che ha carattere di eccezionalità

Un 2 giugno speciale per visitare, al Manu con Luciano Zeetti (alle 17), l’esposizione “Bagliori di sogni. Archeologia delle immagini in movimento”, una mostra veramente glocal.

Zeetti è il creatore del Museo del Giocattolo e, insieme alla direttrice del Museo Archeologico Luana Cenciaioli e a Marco Saioni, si è inventato una mostra che ha carattere di eccezionalità.

Non solo per quel tantissimo che propone, ma per la stessa concezione dell’iniziativa cui va il merito di saper coniugare egregiamente storia e preistoria, passato e presente, profilo locale e internazionale. Un prezioso catalogo (pubblicato da Fabrizio Fabbri Editore, a cura di Marco Saioni) fa luce sull’argomento con puntuali riferimenti al territorio perugino e alla storia della decima musa, calata nella dimensione locale. Ne diamo i connotati essenziali. In quasi 50 pagine, fra testo e immagini, si declina il tema in modo sintetico e interessante.

Luana Cenciaioli parte dalle grotte del Paleolitico per arrivare al gioco di Pompei col vetro ovale a ingrandire il piccolo ritratto di uomo, incluso nell’oggetto.

Lo storico del cinema Fabio Melelli (antico sodale di Zeetti in precedenti mostre in tema, come quella a Palazzo Baldeschi, sul cinema in Umbria) ricorda il mito platonico della caverna, le ombre cinesi, le strumentazioni ottocentesche e l’evoluzione del sistema fino al digitale.

In un ampio saggio, Marco Saioni traccia un quadro generale, arricchito da uno spaccato sulla città, partendo da fonti storiche e giornalistiche. Troviamo una sintesi dell’evoluzione della tecnica e degli strumenti, ma anche puntuali riferimenti al cinema fra i travertini della Vetusta.

10 dicembre 1896: inizio dell’avventura al teatro Turreno. L’anno successivo, ancora il Turreno col “cinematografo Volta”, fra l’apprezzamento generale e la successiva stroncatura del settimanale cattolico “Il Paese”. Non senza un tono moralistico da baciapile.

Il Cavalier Majeroni – organizzatore dell’evento – avrebbe “offeso il pudore e la morale… con la sudiceria della ‘serata nera’, oscenamente annunciata con i titoli che meglio potevano stimolare istinti bestiali… riempendo il Turreno e la sua borsa”. Poi, sempre al Turreno, il cinematografaro Pettini, imprenditore milanese. Miglior trattamento quello ottenuto da parte della stampa anticlericale, anche perché il furbo Pettini devolve una parte dell’incasso alle Società di Mutuo Soccorso locali.

Quindi l’elenco dei primi cinema perugini: Turreno, Minerva, Excelsior e Grifo. Per arrivare all’Etrusco di via Vecchia, che abbiamo successivamente conosciuto come cinema Mignon, accanto all’Arco Etrusco, in Palazzo Brutti, attuale sede della Soprintendenza. Un cinema realizzato proprio sopra la primitiva cinta muraria, di cui si colgono ancora i conci squadrati, provenienti dalle cave di Santa Sabina.

Questo e tanto altro nello splendido catalogo – oltre a pezzi unici e rari – in una visita guidata che si annuncia semplicemente strepitosa.

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