Venerdì, 19 Luglio 2024
Eventi Centro Storico

Un venerdì letterario con la libreria Mannaggia e Indigo Art Gallery Cafè

Protagonisti del reading Fiammetta Cirilli, Marco Giovenale e Carlo Sperduti

Bollicine e reading mannaggici. Per l’aperitivo di venerdì 21 Mannaggia - Libri da un altro mondo si trasferisce da Indigo Art Gallery Cafè per ascoltare le letture di Fiammetta Cirilli e di Marco Giovenale, che arriveranno direttamente da Roma, e di Carlo Sperduti, libraio ed editore adottato da Perugia ormai da diversi anni.

L’appuntamento, alle 19.30 in via Oberdan 51, vede una splendida collaborazione tra la libreria e la galleria cafè del centro storico, nata in maniera naturale e autentica grazie alla vocazione di entrambe le realtà per la promozione e la condivisione culturale. 
 

Letture dai libri di prose:

Le Passioni poche di Fiammetta Cirilli (pièdimosca edizioni)

«In 96 narrazioni brevissime, LE PASSIONI POCHE costruisce una sequenza di episodi alfabeticamente legati. Si direbbero microclip, insiemi di fotogrammi. Immagini asciutte, essenziali come la prosa che le descrive: una scrittura che abita la soglia del quotidiano, dalla quale esperisce l’inatteso che intimo e collettivo spezza una routine, come l’eccitazione di un giorno di scuola anzitempo interrotto da un evento ancora ignoto. Innumeri frammenti di un gioco d’infanzia, un giro di giostra. Caleidoscopio interiore offerto alla vista di ognuno.»

Oggettistica di Marco Giovenale (Tic Edizioni)

Oggettistica di Marco Giovenale è un libro di accensioni e – appunto – brevi oggetti in prosa, strade e narrazioni interrotte su tratti solo apparentemente rettilinei. Si trovano qui, fianco a fianco, microracconti, apologhi al limite del surreale, cataloghi di paure, e poi gente al lago, vampiri timidi, suggerimenti per una soluzione omicida al problema del suicidio, definizioni di porzioni di realtà fatte per via di sillogismi (difettosi).E ancora arti marziali, agricoltura, kebab, Pasolini e gli intellettuali scomparsi, romanzi, giardini, detective, l’opus quadratum degli antichi, un bazooka, incoraggiamenti ai cinquantenni, gif di gatti, saggi sulla fiducia, su Parigi, sul versare latte di soia, sul creare – leggendo qualsiasi testo – una sorta di inevitabile “microfono implicito”. Più di un’affinità può essere avvertita tra queste pagine e quelle di Cortázar, Perec, Tarkos. I latini parlavano di un piatto dai molti sapori: satura lanx. Potrebbe essere un titolo alternativo, a descrivere davvero molti gusti, salti e soprassalti a mescolare i generi letterari, a scuotere il lettore divertendolo.

Spostamenti di Carlo Sperduti (Tic Edizioni)

Le prosette (amorali) di questa raccolta, organizzate secondo un principio di slittamento tematico e formale, tentano la ricerca di una via d’uscita: dalla soggettività, esplorata attraverso l’escussione di quei pidocchi del linguaggio che sono i pronomi; dalla letterarietà – interrogata da un linguaggio capace di evocare la tradizione per aggredirla; dalla narratività («la speranza [...] che a forza di raccontare questo non sia un racconto»). È una fuga da ciò che zavorra la testualità, all’insegna di una scrittura di straordinario buon gusto fin nelle minime giunzioni, e capace di muovere al riso: con dietro il miglior Wilcock, Manganelli, gli esperimenti più outrés di poesia di ricerca. Ne nasce un’opera fatta di scherzi che, per trovare la via della fine, non fa altro che iniziare, guidata da un pensiero della soglia tutto scatti e corse in avanti. Ma se a ogni pagina è un nuovo inizio, immersi in questi scritti liminari continuamente dispersi verso direzioni imprevedibili, di cominciamento in cominciamento, ci si ritrova a leggere un macrotesto che non si riesce a chiudere e si vorrebbe non finisse mai.

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