Luci Da Labbra, gli "eroi mascherati" dell'it pop armati di ironia e un po' di glitter

Il duo nasconde la propria identità dietro paralumi, fanno ballare con il loro pezzo e il singolo prodotto con Majuri per la perugina 3menda Dischi

foto Andrea Adriani

Luci Da Labbra. In un mercatino di Milano la scritta compariva in un contenitore dove erano esposti i prodotti. A loro è sembrato perfetto come nome d'arte per il nascente progetto musicale - “Un po' di glitter, un po' di sensualità, perfetto” - prima di tutto come producer poi come realtà musicale capace di muoversi da sola. Un singolo rilasciato, realizzato insieme a Leo Pari, componente aggiunto di The Giornalisti, tra i produttori più apprezzati del momento, una serie di canzoni pronte per trasformarsi in un disco, per far ballare. Magari cantare, visto che i testi sono in italiano, “qualche anno fa sarebbe stato impensabile, invece adesso l'elettronica e l'italiano si è capito che possono convivere alla grande. Cosmo, per esempio, non è nato oggi, sono anni che fa musica in questa direzione, come da anni la facciamo noi”.

A dare un'etichetta, esercizio difficile, alla musica di Luci Da Labbra “diciamo che possiamo collocarci sicuramente sulla scena indie pop, it pop. Indie perché siamo indipendenti, pop perché questo è lo sfondo nel quale ci muoviamo. Nasciamo dalla pista, il nostro punto di partenza per arrivare poi a canzoni più lente. Spaziamo ad ampio raggio, con la voglia di raccontare con suggestioni, dissacrando, ma senza voler banalizzare la canzone. In questo senso siamo cantautori? Il termine fa pensare a qualcosa di un po' vecchio, diciamo che abbiamo voluto intraprendere un percorso di svecchiamento, nel segno dell'ironia”.

Chi sono i Luci Da Labbra?

“Due producer, due song writer, due dj che, dopo anni di esperienze differenti, hanno trovato il loro punto d'incontro con Festivalbar, il singolo di Majuri che abbiamo prodotto. E mentre lavoravamo a questa idea, è nato il nostro progetto artistico. Abbiamo messo insieme il materiale audio e quello scritto che avevamo cercando la soluzione più originale per dare corpo a delle basi bellissime. Sulle quali avresti potuto cantare in qualsiasi modo, ma abbiamo voluto lavorare per arrivare a una soluzione più creativa”.

I Luci Da Labbra al momento mantengono l'anonimato, nelle esibizioni nascondono il volto dietro un paralume con una bocca disegnata, e indossano tute bianche. Siete i Daft Punk italiani?

“Speriamo di sì, ma anche di no. Il paragone, ovviamente, ci lusinga. Oltre il look mascherato, il french touch è sicuramente qualcosa che ci appartiene. Ma ci piace andare oltre, guardiamo al Mediterraneo, dalla Liguria a salire fino alla Costa Azzurra, fino alla Spagna. Ecco, il nostro riferimento è la mediterraneità, compreso il filone neo melodico che incontra la electro, un genere che si sta facendo conoscere anche grazie a colonne sonore come quella di Gomorra. L'italiano adesso non fa più storcere il naso, italiano e musica elettronica è possibile. Un cantato con meno merletti e virtuosismi, più incisivo che si sposa perfettamente con le sonorità attuali. In passato sarebbe stato impensabile: o inglese o francese, dove questo nuova tendenza è stata capita in anticipo. Però cantare in inglese, per noi, è come allontanarsi, come non parlare in faccia. In italiano, invece, tutto arriva in maniera diretta”.

E allora i caschi...

“I caschi perché vogliamo che l'attenzione si focalizzi sul 'prodotto', sulla nostra musica. Ci siamo voluti in un certo senso proteggere perché preferiamo che l'ascolto del pubblico sia oggettivo. E poi, se uno non ha voglia di andare a suonare, ci può mandare un sostituto, una controfigura”.

Vero?

“Scherziamo ovviamente. E' vera, invece, questa nostra intenzione di scarnificare la soggettività dal progetto Luci Da Labbra e proporlo solo per quello che è. Certo i paralumi, le tute sono un modo anche per distinguersi, certamente, ma è la scelta di una proposta artistica completa. Volevamo evitare che le nostre 'brutte facce' e i nostri percorsi passati creassero dei pregiudizi, poi, tirando le somme, anche le maschere sono parte della performance, sono parte di un'installazione artistica”.

Ma perché i live allora, se poi vi mascherate?

“Perché è pur sempre un'esperienza da vivere, ti trovi di fronte a un'esibizione nel suo complesso senza che sia concentrata solo sui suoi protagonisti. In poche parole, vieni a vedere l'opera d'arte, cioè la maschera e una performance artistica che stiamo e vogliamo arricchire passo passo, il live che è la messa in pratica di quello che hai prodotto e principalmente lo spettacolo si rovescia perché diventa quello che vediamo noi da quello spazio ridotto che si apre dai caschi. E' interessante vedere le espressioni delle persone che sono davanti a te, che ti guardano per cercare di scoprire chi siamo. Ché poi qualcuno lo sa, ci 'scopre', è inevitabile, ma è divertente anche per questo. Siamo un progetto in evoluzione dove la componente visual e live vanno di pari passo. Ovviamente, adesso, avendo l'esigenza di suonare, ci troviamo in qualsiasi tipo di situazione. Ad aprire, magari, concerti di altri per cui non puoi fare neanche il sound check, di conseguenza ti adegui al contesto. Ma ci sono occasioni in cui il palco si allarga e dà più spazio a tutto. Una di queste occasioni sarà sabato 10 agosto al Riverock festival in apertura agli Ex Otago, dove saremo insieme a qualche amico”.

VIDEO Il Festivalbar di Majuri tra le suggestioni anni Ottanta e il lago Trasimeno

Un anno fa Luci Da Labbra, che ancora non esisteva, inizia a lavorare su Festivalbar, Paola Majuri ci mette la voce, loro la produzione. Il brano è rimasto in stand by prima di uscire questa estate. Serviva anche una casa discografica e così è nata 3menda Dischi.

“Siamo nati come esigenza di un gruppo di musicisti e produttori di avere un'etichetta propria, indipendente, per pubblicare le proprie cose, secondo la propria metrica. 3Menda Dischi è una realtà molto, molto giovane, tutta perugina, ha solo due mesi proprio con Festivalbar e L'amore è una hit di Luci Da Labbra e Leo Pari – spiega Riccardo Cavalletti, una delle anime dell'etichetta discografica - L'idea è di essere un supporto ai musicisti locali, nasce come un gioco ma si sta via via strutturando. Attualmente lavoriamo su questi progetti poi vediamo, ci sono collaborazioni in ballo, molta carne al fuoco. E poi i prossimi brani di Luci Da Labbra. Che usciranno entro l'anno”.

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