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Le parole che “curano”, a Perugia il primo progetto di Libroterapia

Indagare la psiche e la mente attraverso la pratica della lettura; dare voce a disagi, cercare il benessere. Perugia Today ne ha parlato con la Psicoterapeuta e Psicologa Lucia Magionami, promotrice di questo progetto

Leggere come strumento di analisi e raggiungimento del benessere; leggere per interrogarsi e capire, sciogliere nodi e matasse, dar voce ai propri pensieri, il libro stesso come sostegno alla terapia in ambito psicoterapeutico. La pratica della Libroterapia, nonostante abbia origini recenti, fu impiegata già negli anni Trenta da Karl e William Menninger, della famosa Clinica Psichiatrica Menninger, per pazienti con lievi nevrosi o problemi di alcolismo, o come supporto per i parenti dei pazienti o per i genitori dei bambini. Diffusasi in Europa (ospedali psichiatrici), fino arrivare ai giorni d'oggi anche in Italia, è diventata a tutti gli effetti uno strumento di crescita cognitiva e socio-affettiva nel trattamento psicoterapeutico e socio pedagogico, entrando a pieno titolo nell'area delle discipline dell'arte-terapia.

E proprio a Perugia, la Psicoterapeuta e Psicologa Lucia Magionami, promuove il primo progetto di Libroterapia: “Una chiave per aprire la nostra anima”.

Dottoressa, cos’è la Libroterapia?

“È l’uso dei libri per risolvere alcuni problemi o indagare se stessi. È una terapia di gruppo, non un gruppo di lettura. Iniziamo il percorso insieme, ed ognuno può uscire quando vuole ma nessuno può entrare a metà percorso. Il terapeuta, attraverso la lettura, fa parlare i soggetti all’interno del gruppo. Ho già sperimentato l’anno passato il primo ciclo di Libroterapia a Perugia, con cinque incontri”.

Che risultati ha ottenuto con il primo ciclo di incontri?

“Il progetto pilota di Libroterapia, il primo a Perugia, ha dato bei risultati e un’importante risposta in termini di benessere riscontrata nelle persone che hanno iniziato il percorso e lo hanno terminato. La ricerca interiore, risposte che non riusciamo a trovare, conflitti e disagi che ognuno di noi, in misura diversa, si porta dietro, può essere indagato dando voce a sentimenti e personaggi che possono scuotere in noi determinate reazioni. Il filo conduttore del percorso, ad esempio, era inerente al “cambiamento” che l’essere umano può fare per risolvere conflitti, anche pratici. I libri scelti dunque, tracciavano un percorso con questo tema, senza che i lettori ne fossero subito consapevoli. A mano a mano il gruppo, dietro i personaggi, dona molte parti di sé perché può svelarsi senza “denudarsi”, protetto dal personaggio a cui da voce per far emergere quell’io nascosto e a volte turbato. Dal 10 ottobre partirà il secondo ciclo con dieci incontri fino a maggio 2016”.

Che tipo di libri utilizza per il gruppo?

“Libri che sicuramente diano piccoli spunti, riflessioni, su grandi temi, affrontati insieme al gruppo in maniera da far emergere la propria visione delle situazioni”. Quando e come è nato il progetto di Libroterapia?

“Con i miei pazienti, in terapia, spesso consiglio libri da leggere tra una seduta e l’altra, perché spesso, alcune cose che durante la seduta individuale vengono dette, non vengono poi metabolizzate nello stesso modo di quando leggiamo un libro. Dal momento che già utilizzo questi testi nella pratica individuale, ho pensato di mettere a frutto i suoi benefici, estendendo questa pratica a tutti”.

Nella pratica clinica invece, che tipo di strumento rappresenta il libro per i pazienti?

“Con il mio lavoro da psicologa, ho riscontrato come il libro sia uno strumento di analisi incredibile; è come se la terapia continuasse, tra una seduta e l’altra. È un punto di riflessione che i pazienti possono fare lontano dal terapeuta, per poi affrontare in seduta  tutto ciò che è emerso; aiuta a tirar fuori quelle parti di sé di cui a volte si è reticente nel parlarne o affrontare. Il libro permette un doppio gioco: parlando apparentemente di qualcuno all’infuori di noi, ecco scendere tutte le barriere che ognuna ha; una sorta di autoinganno, di identificazione inconsapevole, che serve per parlare di noi, del nostro vissuto, delle nostre esperienze senza troppe sovrastrutture. È una chiave per aprire l’anima”.

A chi è rivolto il progetto di Libroterapia?

“A tutti, in questo caso, non solo a chi affronta un percorso di terapia. Il libro è di per sé una terapia, adatta a qualsiasi età e condizione; in fondo il bisogno di comunicare se stessi, di comprenderci a fondo e di svelare parti di sé nascoste, accomuna un po’  ognuno di noi. Ed ognuno di noi cerca strumenti per il proprio benessere psichico; il libro è uno di questi”.

Per informazioni: lucia.magionami@gmail.com

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