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La Grande Classica al Borgo. Polifonia sacra e profana non bossa nova da “Samba de una Nota sò”

La Grande Classica al Borgo. Polifonia sacra e profana non bossa nova da “Samba de una Nota sò”... un coro coi fiocchi. Dal titolo di una famosa canzone di Jobim nasce, nel 2008, il coro eponimo “Nota sò”, tutto declinato al femminile, fondato e diretto da Marta Alunni Pini. Una musicista che entrò in carriera, bambina, col Coro di voci bianche San Faustino, di monsignor Francesco Spingola. Oggi Marta è musicista di vaglia, laureata in lingua e letteratura tedesca, direttrice di coro, anche di quello dell’Università. 

Insieme a Franco Radicchia è impegnata del coro di voci bianche del nostro Conservatorio Morlacchi, in veste di formatore e accompagnatore al pianoforte. Alla chiesa di S. Antonio abate di corso Bersaglieri, ha diretto le sue donne, con l’accompagnamento pianistico di Ettore Chiurulla e con un cameo della corista-flautista Ilse Batta. Un concerto, da Shubert a Mendelssohn, da Brahms a Schumann, da Kodaly a Bartok. Chicca, molto popolare, la Barcarola di Offenbach, offerta anche in bis. 

Ma pure, il Kyrie di Chilcott e “I feel” da West Side Story di Bernstein. La parte finale ha riportato in auge la musica sudamericana in cui Marta eccelle anche come solista. Ne sentimmo un concerto memorabile qualche anno fa. Ancora Jobim in una ritmatissima “Agua de beber”, tutta “da bere” (pensando ad Astrud Gilberto), cantata in coro dal pubblico. A riprova di come classica e moderna possano essere egregiamente ricondotte ad unità.

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