La fusione fra i mondi fantastici di Tippolotti e Ballerani è ormai un must, una storia d’arte e di amicizia

La fusione fra i mondi fantastici di Mauro Tippolotti e Paolo Ballerani è ormai un must: una storia d’arte e di amicizia che si dipana con straordinaria complicità. Mille miglia lontana dalle invidie, palesi o sotterranee, che appartengono ordinariamente al milieu dell’arte militante. Opere eseguite disgiuntamente, ma anche capolavori a quattro mani: quelli che punteggiano le pareti della Galleria Artemisia di Giuseppe Fioroni. Un vernissage coi fiocchi che ha visto fra i convenuti il sindaco della città, ma anche tanti colleghi del mondo della creatività... diretta o ammirata.

I colori strepitosi di Tippolotti scudisciano le tele con amore e con rabbia, tanto da indurre il re dei giovani critici d’arte, Andrea Baffoni, a definire “gestuale” questa produzione. Gestuale che non sta per “istintivo” o naïf. Di certo “irregolare”. La naïveté – tradotta in passione – è infatti forse l’innesco dell’avventura artistica di Mauro. Ma non si tratta solo di istinto. Tippolotti propone attraversamenti esistenziali che passano per avventure umane ricche di gioie e di dolori, ma conoscono anche momenti riflessivi, e amari, caratterizzati da quell’introspezione critica che si rintraccia anche nella sua pagina poetica. Una produzione che sa di disincanto, ma senza rinunciare a fustigare un mondo che si vorrebbe più liberato e fraterno.

Ballerani – genio delle installazioni in Galleria – è artista poliedrico e strutturato. Il suo percorso formativo è stato “regolare”, fra pittura, scultura, grafica e design. Con una passione incontenibile per il cavallo, inteso come voglia di fuga, fra lo sventolare di criniere scosse dal vento e gusto per l’avventura. Quale che sia. Una foto lo ritrae, bambino delle elementari, tracciare sulla lavagna un profilo equino: una passione, dunque, che viene da lontano. Da alcuni anni a questa parte, Paolo lavora con la scultura, alla ricerca di materiali e modalità espressive che hanno il crisma dell’unicità Cavalli e Grifi, ippocampi e unicorni popolano il suo bestiario umano… troppo umano. 

Le sue creature sono fascinose e dense di mistero, insieme realistiche e fantastiche. Si direbbe che Ballerani si diverta a distillare la realtà in forme quintessenziali che partono dalla concretezza per divenire verosimile astrazione. All’Artemisia c’era la fila dei visitatori pronti a farsi immortalare vicino a queste opere di Tippolotti e Ballerani, così lontane eppure così vicine. Due mondi che l’amicizia ha ricondotto ad unità. La mostra è aperta e visitabile fino al 25 maggio, impreziosita da due eventi collaterali: l’esibizione della cantante Antonella Falteri e la presentazione dell’ultimo libro di poesie di Tippolotti. Avremo modo di parlarne a suo tempo.

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