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LETTI PER VOI La biografia di Uguccione Ranieri di Sorbello, perugino e intellettuale "tra due mondi"

Il progetto è frutto della mente e del cuore di Antonella Valoroso e Ruggero Ranieri, storico nonché figlio del grande personaggio

Sugli scaffali la biografia di “Uguccione Ranieri di Sorbello, un intellettuale tra due mondi”. È uscito al numero 9 della collana “Umbri”, diretta dall’Inviato Cittadino.

Il progetto è frutto della mente e del cuore di Antonella Valoroso e Ruggero Ranieri, storico nonché figlio del grande personaggio.

Antonella è autrice di molte e qualificate pubblicazioni di carattere letterario, giornalista, curatrice di sezioni espositive della Fondazione Ranieri di Sorbello.

Ruggero, presidente della Fondazione, è autore di notevoli saggi di storia contemporanea, fondatore e coordinatore della Rivista “Passaggi. L’Umbria nel futuro”, oltre che membro eminente del Consiglio direttivo di Icom Umbria.

Il lavoro, sebbene a quattro mani, testimonia unità d’intenti e compattezza scientifica. Oltre ad essere scritto in uno stile perspicuo e affascinante.

Uguccione fu citato e apprezzato, fra gli altri, da Indro Montanelli, Edgardo Sogno, Giuseppe Prezzolini, Leo Longanesi, Luigi Barzini, Gioacchino Nicoletti (con cui fondò l’associazione “La Fonte Maggiore”), oltre che da esponenti del mondo intellettuale e politico italiano e internazionale. L’avventura statunitense giustifica il “due mondi” del sottotitolo.

Il volume percorre l’esistenza di Uguccione in senso diacronico, fornendo una rara messe di notizie preziose e inedite. Dall’infanzia, agli studi e al servizio militare, al soggiorno americano e alla cospirazione antifascista, fino alla collaborazione con gli Alleati, al dopoguerra, agli affetti della vicenda familiare, alle campagne giornalistiche.

Ricordo personalmente questo personaggio che noi ragazzini guardavamo con ammirazione mista a timore. Lo vedevo entrare alla redazione del quotidiano “La Nazione”, dove si intratteneva coi colleghi, fra i quali Virgilio Coletti, padre dell’amico Mimmo e nonno della collega Sofia.

Toccante, in appendice, la testimonianza di Montanelli, scritta a un anno dalla morte. Il giornalista di Fucecchio scrive, fra l’altro, in conclusione: “[Riferendosi alla moglie Marilena] Ha avuto per compagno l’uomo più sprovveduto, scombinato, impillaccherato del mondo, ma anche uno dei più generosi, imprevedibili, caldi, candidi, affascinanti e poetici. La sua coscienza [quella di Uguccione] era il contrario delle sue cravatte e giacchette: senza macchia”.

In appendice alcune sezioni preziose: l’elenco di “Maestri e amici”, l’inventario degli “Scritti editi” di carattere giornalistico, letterario e saggistico, le traduzioni. Ma anche la sezione “Per saperne di più” in cui vengono citati studi e pubblicazioni su di lui e sulla sua opera. A chiudere, un prezioso Indice dei nomi, sempre utile in pubblicazioni di tal fatta.

Per me, Uguccione resta l’indimenticabile autore de “La bella in mano al boia” di cui conservo più di un’edizione. E, soprattutto, amo il “Perugia della Bell’Epoca”. Un testo che metterei come obbligatorio nelle scuole, almeno a Perugia e in Umbria. Un libro che mi ha personalmente avvicinato alla storia come racconto giornalistico, niente affatto barboso ma, al contrario, rigoroso e insieme divertente. Ogni tanto ne rileggo qualche parte e ci vado a cercare notizie sempre affidabili.

Per tutto questo, ritengo un grande onore avere ospitato questo libro nella collana “Umbri”, da me fondata e diretta per l’editore Morlacchi.

Nella presentazione ho scritto, fra l’altro: “Le genti umbre sono le sole a saper vivere il misticismo della loro terra, insieme alla libertà della loro intelligenza e all’asciuttezza della propria natura. Custodi operosi di quanto hanno ereditato dai loro padri, pronti a trasmettere quei valori morali e quei beni che da loro hanno ricevuto. Sempre disponibili ad ampliare i propri e gli altrui orizzonti con coraggio e creatività”. Sottoscrivo ancora. Con convinzione.

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