Martedì, 19 Ottobre 2021
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INVIATO CITTADINO Giuman eccelle nell’arte del ritratto, in un ardito mix di tecniche e linguaggi

Una nuova linea che coniuga efficacemente pittura, fusione in vetro e fotografia

Giuman eccelle nell’arte del ritratto, in un ardito mix di tecniche e linguaggi. Una nuova linea che coniuga efficacemente pittura, fusione in vetro e fotografia.

Col dinamismo e la ricerca che ne contrassegna la produzione artistica, Giuman propone una nuova sintassi del ritratto che abbandona i moduli ordinari per esprimersi in forme nuove e di sicura efficacia.

Intanto ricordiamo che “Classico Futuro”, la strepitosa mostra in Accademia, sospesa causa covid, è tale da suscitare grandi attese [ESCLUSIVA - Giuman presenta, in dieci scatti, la mostra “Classico futuro” in Accademia (perugiatoday.it)], ed è stata da noi raccontata anche per immagini [ESCLUSIVA - Giuman presenta, in dieci scatti, la mostra “Classico futuro” in Accademia (perugiatoday.it)]. Sono tanti gli appassionati d’arte che si augurano di poterla visitare.

Ora dall’“inventio” di alcune opere all’interno della Sala Ercole Farnese esce questa strepitosa tecnica, unica al mondo, uscita dalla mente vulcanica e dalle mani esperte di questo facitore di bellezza.

Abbiamo visto, alla traditora, un ritratto dell’attrice Emanuela Faraglia. Esperimento veramente unico.

Perché “alla traditora”?

Per il fatto che l’Inviato Cittadino, in visita allo studio dell’amico, ha gettato un’occhiata furtiva alle opere in elaborazione.

Perché Giuman non ama mostrare i ritratti?

“Perché – dice – il ritratto nasce dal rapporto personale tra l’effigiato e l’effigiante”.

Posso spiegare una parte delle modalità operative, testimoniando che si tratta di un processo lungo e impegnativo.

Giuman inizia con un poderoso shooting fotografico da lui stesso effettuato in modalità, e con strumentazione, altamente professionale.

Da tanti scatti, l’artista ne sceglie uno: quello che, a suo avviso, racconta la “veritas” che alberga “in interiore homine”. Soprattutto attraverso lo sguardo.

Poi è prevista la fusione di vetri nei colori desiderati. Dopo di che viene preparata la tela sulla quale si adagia l’immagine, letteralmente integrata in forma e sostanza, cui viene sovrapposta la lastra fusa nei colori voluti. Ne risulta un ritratto di effetto straordinario e di formidabile impatto narrativo (vedi scatto in pagina).

Un’ulteriore tecnica (adottata in alcuni casi) consiste nella retroilluminazione a led, per effetto della quale si hanno non una ma due opere, legate all’accensione o meno della luce. Due opere distinte e consustanziali: una magia che sorprende.

Il ritratto in pagina riporta il ritratto di un’amica alla quale Giuman “non poteva dire di no”. Non ne farò il nome neanche sotto tortura.

Comunque sia, signore, signori, signorine, bambini e anziani, provate a chiedere un ritratto al massimo artista del vetro e della contaminazione. Può darsi che dica di sì.

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