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Martedì, 17 Maggio 2022
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INVIATO CITTADINO Giornata della Memoria, al Morlacchi il capolavoro di Primo Levi

Spettacolo di livello alto. Non solo per “non dimenticare”. Ma per affermare con la forza del teatro, politico e civile, che il male e la sopraffazione “non prevalebunt”

Giornata della Memoria al Morlacchi. Un libro sul dramma del lager in una splendida diegesi drammaturgica. Proposto il capolavoro di Levi. Il miglior modo per celebrare la sintesi fra cultura e messaggio pedagogico… non pedante.

Raccontare in forma di monologo un libro come “Se questo è un uomo” di Primo Levi non è certamente agevole. Ci riescono in maniera ineccepibile e seducente Domenico Scarpa e Valter Malosti, quest’ultimo in scena con Lucrezia Forni e Giacomo Zandona?.

Non una riscrittura, che rischia di tradurre-tradire, ma una raffinata parafrasi che dà voce alla sofferta rivolta contro i crimini di lesa umanità.

Una proposta “scabra e potente” in efficace sinergia con le scene di Margherita Palli, le luci di Cesare Accetta, il progetto sonoro di Gup Alcaro, i video di Luca Brichi e Daniele Spanò. Una vera opera corale. Come corali sono i tre madrigali su testi dal libro. Un esperimento che ci è molto piaciuto in quanto intercetta il filo rosso che lega la tragedia greca alla dimensione storica, come archetipo eterno di condivisione del dramma.

Particolarmente commovente il segmento “dantesco” che permette all’autore di recuperare il nesso fra cultura e umanità, fra letteratura e sentimento. Non è un caso che Levi sostenga come l’uomo, preso dall’ansia del dolore e della fame, immerso nella lotta per la sopravvivenza, dovesse considerare il sentimento come un “lusso” che in quel contesto non poteva permettersi.

L’ansia pedagogica di comunicare la pagina dantesca di Ulisse, prima che sia troppo tardi, gli fa ritrovare la dimensione salvifica della letteratura che ci riscopre umani.

Questo e molto altro ha saputo proporre uno spettacolo di livello alto. Non solo per “non dimenticare”. Ma per affermare con la forza del teatro, politico e civile, che il male e la sopraffazione “non prevalebunt”.

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