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Internet, le bufale, il diritto di cronaca e la tutela delle persone: super incontro all'Università per Stranieri

Protagonisti dell’evento: Fausto Cardella, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Giovanni Paciullo, Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia

Si comincia con lo stigmatizzare le notizie fake: lo ha detto il cardinale Bassetti, lo ribadiscono in coro addetti ai lavori e lettori. Ma le bufale continuano a girare “per qualche copia in più”. Ma sarà poi vero? Da qui a poco: carta stampata, bye, bye. “Diritto di cronaca e tutela della persona”, questo il titolo del partecipato incontro a Palazzo Gallenga, Sala Goldoniana, organizzato dalla neonata Associazione “L’Una e l’Altra” di Alberto Mori.

Protagonisti dell’evento: Fausto Cardella, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Giovanni Paciullo, Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Presenti prefetto, questore, avvocati, magistrati, giornalisti, onorevoli, autorità civili e militari, comuni cittadini. Insomma: una platea ideale, per sensibilità e interessi coerenti col tema.

Si comincia col trattare l’argomento della pubblicazione di atti d’indagine, riservati o pubblici, su procedimenti in corso. Posto che è l’articolo 21 della Carta costituzionale a sancire il diritto-dovere di cronaca, occorre guardarsi dal mettere sabbia tra gli ingranaggi che comportano il buon fine dell’indagine. Cardella, in proposito, è di larghissime vedute e ironizza sull’araba fenice del “penalmente rilevante” che è spesso impossibile stabilire a priori. D’altronde, commenta Paciullo: “È stato detto, giustamente, che l’obiettività è la sommatoria delle soggettività”. Parole sante!

Poi, sotto i riflettori le intercettazioni. A proposito delle quali Fausto Cardella sottolinea che: “Tutto ciò che è importante per il diritto di cronaca va comunque portato a conoscenza del lettore… purché sia vero!”. Poi il web, a proposito del quale il rettore ribadisce a chiare note che “Internet ha rotto il rapporto tra Stato e diritto”. Infine il caso Meredith e tutto il male che ha fatto all’immagine della città. “È un po’ come dire – afferma ironico Cardella – che parlare della mafia nuoce alla Sicilia e che non è bene raccontare il terremoto” Per concludere, all’unanimità, che il caso in questione è un palmare esempio di “come non fare giornalismo”. Interventi del pubblico e risposte puntuali. Dimostrando come un incontro che si pensava per addetti ai lavori possa coinvolgere qualunque cittadino, attento ai fenomeni sociali, civili e culturali. 

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