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L'editoria dell'Umbria non se la passa bene: il focus su un settore in sofferenza

Conduce Roberto De Romanis l’operazione “Farelibrielettoriinumbria 2016”. Alla Vaccara, per tastare il polso all’editoria locale: questo lo scopo del meeting che vede coinvolti diversi soggetti istituzionali (Regione dell’Umbria, bibliotecari, librai, editori) al capezzale di un settore che non sta troppo bene

Conduce Roberto De Romanis l’operazione “Farelibrielettoriinumbria 2016”. Alla Vaccara, per tastare il polso all’editoria locale: questo lo scopo del meeting che vede coinvolti diversi soggetti istituzionali (Regione dell’Umbria, bibliotecari, librai, editori) al capezzale di un settore che non sta troppo bene.

Non se la passa bene, nonostante alcuni indizi di leggero recupero. Difatti, lo scopo del focus e della creazione del gruppo di lavoro non è quello di sollevare lamenti o pensare alla concorrenza, ma mettersi in sinergia, cercare collaborazioni e, individuate le patologie, passare alle terapie.

Francesco Tozzuolo dà conto dei risultati di un questionario rivolto agli operatori dell’editoria locale. Nel 2015 sono state 37 le Case editrici operanti nella nostra regione, 85 secondo i dati della Regione dell’Umbria, 59 le effettive. Ben 379 i titoli, per un complesso di 843.000 copie tirate. Notevole l’incremento dell’e-book, fruito soprattutto dalla fascia 17-24 anni d’età. Pochi (circa il 10%) gli editori che agiscono in rischio d’impresa: il che significa che la maggior parte delle pubblicazioni è pagata dagli stessi autori.

Tocca  a Metello Bartoli dar conto della complessa mappatura dei punti vendita: librerie, carto-librerie (prevalentemente per lo scolastico), edicole, supermercati. La fetta maggiore se la prendono le librerie di catena, veri supermarket del libro, riserva di caccia dei maggiori editori.

Si osserva, peraltro, che nelle librerie – per ragioni di distribuzione – sono pochi i titoli dell’editoria locale. Perfino quelli meritevoli e di tipo long-seller. Un caso per tutti: le prestigiose pubblicazioni della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria non vanno in libreria e, come lo stesso Bollettino (un semestrale che è un importante volume), arrivano solo ai soci e a chi li cerca in sede.

Gabriele De Veris, dal suo osservatorio privilegiato di bibliotecario, presenta dati sulle biblioteche, sul cui numero sussistono notevoli discrepanze: dalle 94 censite dalla Regione alle 384. Come mai? Dipende dal fatto che si considerino o meno alcune tipologie di biblioteche, come le scolastiche o le universitarie. Ma, in certi casi, definire biblioteca quella che ha una dotazione inferiore ai 1500 volumi e che non viene aggiornata è una palese falsificazione.

Come sia: le cose sono da migliorare, ma ci vogliono investimenti, sinergie e buona volontà. Coi tempi che corrono: “Adelante Pedro… cum judicio”.

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