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Dall'arte all'archeologia, grandi appuntamenti a Palazzo Baldeschi: il programma

Un'iniziativa culturale che ha carattere di eccezionalità e che colloca meritatamente Perugia tra le città che coltivano il sapere storico, artistico e scientifico. Ecco i Giovedì di Carletti Bonucci

Un’iniziativa culturale che ha carattere di eccezionalità e che colloca meritatamente Perugia tra le città che coltivano massimamente il sapere storico, artistico e scientifico. Si terrà, con cadenza quindicinale, alle 17, presso la Sala dei Legisti di Palazzo Baldeschi.  Si chiama “I Giovedì della Carletti Bonucci”, otto incontri tra archeologia e storia dell’arte, a cura di Cristina Galassi, Gian Luca Grassigli, Daniele Lupattelli, Francesco Federico Mancini.

L’hanno ideata le menti vulcaniche dell’illustre cattedratico Francesco Federico Mancini e Francesco Depretis, presidente della Fondazione Orintia Carletti Bonucci, in collaborazione con soggetti come lo Studium perusinum, nelle sue varie articolazioni (corsi di laurea, scuola di specializzazione in Beni Storico artistici…) e il perugino Laby (Laboratorio per la Biologia delle Immagini).

Si articola in due settori: Modernità del classico e Metodo e attribuzioni, per 4 incontri ciascuno. Le conferenze, aperte alla città, si dipanano a far capo dal prossimo giovedì 23 febbraio fino al 1° giugno. Tra i relatori, molti qualificati docenti della nostra Università (lo stesso Mancini, Flavio Cuniberto, Alessandra Migliorati, Silvia Blasio), ma anche ospiti da Salerno (Mauro Menichetti), Cagliari (Marco Giuman), Siena e Firenze (Alessandro Angelini e Emanuele Zappasodi), Napoli (Riccardo Lattuada).

I temi che verranno scanditi sono di estremo interesse e non solo per addetti ai lavori. Si va dal rapporto tra De Chirico e gli antichi, al rilancio del mito della romanità in epoca fascista, fino all’alzabandiera delle truppe americane a Iwo Jima, icona costruita e radicata nel classico.

L’aspetto più significativo è quello di un dialogo col pubblico in forma seminariale. Elemento di supporto saranno i preziosi pezzi della quadreria della collezione Carletti-Bonucci (di cui è stato edito da Volumnia un prezioso catalogo, a cura di Silvia Blasio) che fungeranno da pretesto per esercitarsi intorno a complessi problemi di attribuzione.

Al momento, dopo la pubblicazione del catalogo, la cultura nazionale ha già trovato stimolo per sollevare, ad esempio, l’attribuzione di una Madonna con Bambino al Maestro di Serumido o al senese Domenico Beccafumi. Ma altri temi emergeranno alla pubblica attenzione. Questioni che ogni persona di media cultura sarà in grado di seguire.

Peraltro, un “Paolo e Francesca”, che sarà oggetto di studio (18 maggio), sta riprendendo forza sotto le mani esperte della restauratrice Rosella Brunetti (foto). La questione è se debba essere riferito alla scuola di Simon Vouet o non, piuttosto, ad Artemisia Gentileschi. L’imponente collezione sarà visibile, come la stessa casa museo, su richiesta e a ingresso libero. Un grande spaccato di cultura perugina che si apre a livello internazionale.

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